Serializzazione – nuove Q&A sulle caratteristiche di sicurezza

La Commissione Europea ha pubblicato la versione 21 delle Domande e Risposte (Q&A) sulle caratteristiche di sicurezza dei medicinali per uso umano. La nuova versione contiene quattro nuove domande e risposte rispetto alla precedente versione. Le domande riguardano principalmente i compiti dei commercianti paralleli quando si occupano delle caratteristiche di sicurezza durante il riconfezionamento.

Le nuove Q&A sulle caratteristiche di sicurezza

  • 1.1 Quali sono le caratteristiche di sicurezza?
    Le caratteristiche di sicurezza consistono in due elementi posti sulla confezione di un medicinale:
    • (1) un identificatore univoco (UI), una sequenza univoca riportata da un codice a barre bidimensionale che permette l’identificazione e l’autenticazione della singola confezione su cui è apposto;
    • (2) un dispositivo che consenta di verificare se la confezione del medicinale è stata manomessa (dispositivo anti-manomissione ATD).
  • 1.20 Se una confezione con le caratteristiche di sicurezza viene aperta legalmente (ad esempio da commercianti paralleli/produttori che sostituiscono il foglietto illustrativo sotto la supervisione delle autorità nazionali competenti), può essere risigillata (ad esempio applicando un nuovo ATD sopra il vecchio ATD rotto)?
    Sì, tale confezione può essere risigillata a condizione che siano soddisfatti i seguenti requisiti:
    • L’autenticità dell’IU e l’integrità dell’ATD sulla confezione originale sono state verificate come autentiche prima della rottura dell’ATD/confezione originale.
    • La sostituzione dell’ATD è condotta in conformità ai principi delle GMP ed è soggetta alla supervisione dell’autorità competente.
    • L’ATD sostitutivo deve consentire di verificare che l’imballaggio esterno di un medicinale non sia stato aperto illegalmente tra il momento in cui il medicinale viene riconfezionato e quello in cui viene fornito al pubblico. Pertanto, deve essere evidente a tutti che è stato inserito un nuovo ATD e da chi (cioè, il riconfezionatore del medicinale deve essere chiaramente indicato sull’imballaggio esterno).
  • 1.21 È possibile per i produttori/grossisti/commercianti paralleli commercializzare/fornire medicinali con una confezione che presenta segni visibili di apertura/intrusione, ma in cui l’ATD è stato sostituito da un nuovo ATD?
    Sì, è possibile se la presenza di segni visibili di apertura sulla confezione è compatibile con il riconfezionamento legale del medicinale da parte di un importatore parallelo o di un distributore parallelo.
  • 2.21 È accettabile utilizzare adesivi per posizionare l’UI sull’imballaggio esterno/immediato?
    Di norma, l’UI deve essere stampato sulla confezione. Tuttavia, per i medicinali soggetti a importazione e distribuzione parallela è possibile utilizzare un adesivo a condizione che non possa essere rimosso senza essere danneggiato e che soddisfi la qualità dei requisiti di stampa stabiliti dal Regolamento delegato (UE) 2016/161 della Commissione. La sostituzione dell’UI deve essere effettuata in conformità ai principi delle GMP.

Fonte:

Safety features for medicinal products for human use – Questions & Answers

Nuova versione dell’ICH Q3C sui solventi residui

Dalla fine di aprile 2024, è disponibile sul sito web dell’ICH la nona revisione della linea guida “Impurezze: Linea guida per i solventi residui Q3C(R9)“. Questa versione include revisioni e adeguamenti nella sezione 3.4 Procedure analitiche.

La sezione 3.4 Procedure analitiche, aggiornata, recita ora come segue:
“Residual solvents are typically determined using chromatographic techniques such as gas chromatography. Any harmonised procedures for determining levels of residual solvents as described in the pharmacopoeias should be used, if feasible. Otherwise, manufacturers would be free to select the most appropriate validated analytical procedure for a particular application. If only Class 3 solvents are present, a non-specific method such as loss on drying may be used, if the method is properly validated. The impact of solvent volatility on the test method should be considered in the validation. Validation of methods for residual solvents should conform to the current version of ICH guideline Q2 on Validation of Analytical Procedures.”

I solventi residui sono tipicamente determinati utilizzando tecniche cromatografiche come la gascromatografia. Se possibile, devono essere utilizzate le procedure armonizzate per la determinazione dei livelli di solventi residui descritte nelle farmacopee. Altrimenti, i produttori sono liberi di scegliere la procedura analitica convalidata più appropriata per una particolare applicazione. Se sono presenti solo solventi di Classe 3, è possibile utilizzare un metodo non specifico come la perdita per essiccamento, se il metodo è adeguatamente convalidato. L’impatto della volatilità del solvente sul metodo di analisi deve essere considerato nella convalida. La convalida dei metodi per i solventi residui deve essere conforme alla versione attuale della linea guida ICH Q2 sulla convalida delle procedure analitiche“.


Fonte:

IMPURITIES: GUIDELINE FOR RESIDUAL SOLVENTS Q3C(R9)

Gestire i fornitori dei produttori di API: best practices dell’APIC

Introduzione

Emesse a marzo 2024, le “Best practices guide for managing suppliers of API manufacturers” rappresentano la guida APIC (Active Pharmaceutical Ingredients Committee) relativa alla qualifica e alla gestione dei fornitori utilizzati dai produttori di API.  Il documento, in versione 2, sostituisce la versione 1 del 2009, redatta dalla task force APIC sulla gestione dei fornitori.

Sebbene la guida non abbia basi giuridico/legali né approvazioni da parte di alcun official regulatory body, riflette la posizione dell’APIC sull’argomento, fornisce indicazioni e suggerisce un approccio armonizzato all’interno dell’industria API su come gestire i fornitori di materiali e servizi.

Nella versione 2, infatti, il termine “fornitori” è utilizzato per riferirsi sia ai fornitori di materiali, quali starting materials, intermedi, reagenti, solventi, packaging, sia ai fornitori di servizi; questo sottolinea da una parte l’importanza della qualifica dell’intera supply chain dei prodotti, come previsto anche nella versione 1 (non solo siti di fabbricazione, ma anche providers logistici), dall’altro la necessità di gestire ugualmente servizi esterni quali tarature/manutenzioni, pest control, software etc.

In generale, la versione 2 si concentra sulla gestione dei fornitori utilizzati per la produzione commerciale. Lo stesso flusso potrebbe essere applicato anche per i fornitori utilizzati durante le fasi di sviluppo, sebbene, seguendo l’approccio basato sul rischio, potrebbero essere definite gestioni meno rigorose.

Il risk based thinking è, maggiormente nella versione 2 rispetto alla 1, guida predominante per motivare ogni fase e ogni decisione dell’attività di qualifica.

Processo di gestione dei fornitori

Il processo di gestione dei fornitori e le attività da svolgersi sono guidate da opportuno change control, che risulta essere lo strumento della qualità idoneo allo scopo: “change control is recommended to ensure proper management of the necessary steps”.

L’APIC sottolinea inoltre che la gestione dei fornitori è un’attività che deve essere eseguita, nelle sue varie fasi, da un team multidisciplinare che comprenderà funzioni differenti in accordo alla tipologia di prodotto o servizio fornito.

Sono 4 le fasi che, in accordo alla versione 2, costituiscono il processo di gestione dei fornitori:

1.Fase di selezione dei fornitori

    Si applica a tutti i nuovi fornitori e a quelli esistenti per i quali si propone un nuovo servizio o l’acquisto di un nuovo prodotto.

    Il Procurement (Sourcing) department è il dipartimento responsabile di fornire (un elenco di) potenziali fornitori, ad es. utilizzando database interni o esterni, sulla base di requisiti specifici individuati e comunicati dall’utilizzatore finale del materiale o servizio. È in questa fase che la valutazione di un questionario informativo e/o pacchetti documentali, insieme alla valutazione commerciale, permettono o meno di proseguire allo step 2.

    2. Fase di qualifica dei fornitori

    Prevede campo di applicazione analogo alla fase di selezione ed è interessante sottolineare come la guida concretizzi la necessità della qualifica dell’intera supply chain e/o della combinazione fornitore/materiale-servizio.

    La versione 2 della guida APIC dedica un paragrafo alla valutazione della criticità del materiale o servizio, 2.2.1 Criticality Assessment of the material or service. La criticità del materiale o del servizio da fornire determina il livello dei requisiti di qualifica; pertanto, il produttore dell’API deve preventivamente determinarla. Nel paragrafo 2.2.1 viene presentata, a scopo esemplificativo una tabella indicante i possibili livelli di criticità, suddivisi in high, medium, low.

    Le attività e i requisiti della fase di qualifica, descritti in un piano di qualifica, possono contenere:

    • Conduzione di una valutazione di idoneità all’uso/idoneità allo scopo, fit-for-use / fit-for-purpose (FFU/FFP);
    • Richiesta di dichiarazioni relative alla conformità del prodotto o servizio (BSE/TSE, solventi residui, elemental impurities, assessment nitrosammine etc.);
    • Valutazione dell’idoneità del fornitore, ad es. tramite questionari/audit;
    • Sottoscrizione di un Agreement di Qualità

    In accordo al livello di criticità, gli aspetti di cui sopra devono essere valutati per fattibilità e/o addizionati di eventuali specifici requisiti, es. collocazione geografica, reputazione, complessità della supply chain etc.

    L’esito della fase di qualifica determina l’idoneità del fornitore all’utilizzo da parte del produttore dell’API (decisione go/no go). La qualifica e il suo esito devono essere formalmente documentati.

    3. Fase operativa

    Una volta qualificato il fornitore, inizia il periodo di utilizzo attivo. Durante questa fase operativa, è necessario stabilire un Programma di Monitoraggio dei Fornitori al fine di mantenere lo status qualificato.

    Il programma consiste nella rivalutazione periodica:

    • dei rischi fornitore, basati sulle prestazioni del fornitore e sui rischi intrinseci del fornitore (vedi in seguito);
    • della validità della documentazione associata (es. accordi) e/o lo stato di audit.

    La frequenza del monitoraggio si basa sulla combinazione della criticità del materiale o servizio, come precedentemente descritto e su un rischio intrinseco o di performance del fornitore.

    Il rischio di performance viene determinato durante la fase di monitoraggio, mentre il rischio intrinseco è immediatamente determinato dopo la qualifica, poiché, in linea di principio, non esiste ancora una reale esperienza operativa per valutare la prestazione.
    La guida propone una tabella esemplificativa che può essere utilizzata come base per delineare la frequenza del monitoraggio.

    La valutazione delle prestazioni e quindi il rischio di performance del fornitore possono consistere in:

    • Aspetti di qualità (esito dell’audit, eventuali reclami, anomalie etc)
    • Aspetti legati alla prestazione (problemi della catena di fornitura, puntualità di consegna etc.)

    Le frequenze di monitoraggio, impostate immediatamente dopo la qualifica, possono subire cambiamenti in base al risultato della valutazione delle prestazioni, ciò sottolinea come il processo di gestione e di valutazione dei fornitori non sia un processo statico, ma on-going, in accordo alle valutazioni che periodicamente devono essere appunto effettuate.

    4. Fase conclusiva

    Può essere applicata ad un fornitore, uno specifico prodotto o uno specifico servizio.

    Lo stato di qualifica attiva di un fornitore/prestatore di servizi può essere revocato o non riassegnato per diversi motivi, ad es.:

    • interruzione della produzione del materiale/erogazione del servizio;
    • interruzione dell’uso del materiale, del fornitore o del servizio;
    • monitoraggi/valutazioni fortemente negativi.

    In caso di squalifica dovuta a problemi di qualità, deve essere valutato il potenziale impatto su tutti i materiali correlati in stock, in transito o già spediti a un cliente.

    Tutti i dipartimenti e i siti interessati devono essere informati della squalifica di un fornitore di materiale e/o servizi.

    Risk Management applicato alla gestione dei fornitori

    Il capitolo 3 della guida, versione 2, fornisce indicazioni dettagliate dell’approccio risk based applicato alla gestione dei fornitori. Come da esempi sopra descritti, l’approccio dell’APIC sottolinea, ancora una volta, come la dinamicità del processo possa essere governata e gestita considerando la criticità e le performance dei fornitori e quindi, applicando il processo QRM (Quality Risk Management) come da ICHQ9.

    Prendendo come riferimento un modello 5×5, il capitolo 3 esemplifica una valutazione della criticità e individua il rischio come probability (of the event/failure mode occurring) * severity (or impact of the event).

    Audit ai fornitori

    Il capitolo 4 è dedicato agli audit, identificati come one of the most powerful tools to assess whether the supplier effectively meets the API.

    L’audit rimane la fonte di informazione e di valutazione principale durante la qualifica iniziale, ma si intende essere utile anche durante il successivo monitoraggio.
    Punti essenziali per la corretta gestione del processo auditing rimangono:

    • definizione di un piano annuale di audit, per la conferma o la ridefinizione delle tempistiche inizialmente associate in accordo ad un approccio risk based, come sopra definito;
    • definizione di corretti criteri o standard di audit (GMP, ISO, IPEC etc.);
    • presenza di auditor qualificati interni e/o esterni;
    • for-cause audits or CAPA follow-up audits, pianificati al di fuori delle frequenze regolari;
    • definizione della modalità di audit: on-site, remoto.

    Quality Agreement

    Obbligatori per materiali e servizi critici, i quality agreement delineano le responsabilità qualitative delle parti coinvolte in una fornitura e devono essere sottoscritti durante la fase di qualifica fornitore, prima che l’attività abbia inizio.

    Anche la gestione degli Agreement è da considerarsi dinamica, i documenti devono essere periodicamente rivisti e verificati:

    “Verification of compliance to the established Quality Agreement is important. This can be done e. g. during audits. Existing Quality Agreements should be periodically reviewed to confirm they are still up to date. This verification could coincide with the periodic re-assessment of the supplier or service provider.”

    In conclusione

    La gestione dei fornitori, come sottolineato in più punti, è un’attività che deve essere eseguita in accordo ad approcci risk based: per la determinazione della criticità del fornitore, per la determinazione delle tempistiche di monitoraggio, per la determinazione della modalità e delle tempistiche di audit, per la sottoscrizione del Quality Agreement e, in ottica di miglioramento continuo, questa visione è direttamente associata ad una strategia dinamica che periodicamente possa rivalutare lo status e le performance dei fornitori stessi.

    Il processo di qualifica fornitori e le richieste associate sono ormai una definita aspettativa sia dal punto di vista normativo, che al punto di vista della quotidiana attività lavorativa e la versione 2 della guida APIC propone approcci che possono essere presi come base e calati poi in ogni realtà.


    IL NOSTRO CONTRIBUTO

    Gli esperti di Quality Systems possono affiancare la tua azienda con attività di consulenza o supporto nella gestione del processo di qualifica fornitori, nella preparazione dei Quality Agreement, nell’effettuazione di audit e nella formazione GxP del personale.

    Articolo a cura di Marta Carboniero,
    GxP Compliance Expert – Adeodata S.r.l.


    Fonte:

    Best practices guide for managing suppliers of API manufacturers

    Raccomandazioni EMA a supporto della supply chain dei farmaci essenziali

    Il 23 aprile 2024 l’EMA ha pubblicato un elenco di raccomandazioni per rafforzare le catene di approvvigionamento dei prodotti elencati nella lista dei farmaci critici dell’Unione.

    L’MSSG è stato istituito ai sensi del Regolamento (UE) 2022/123 con l’obiettivo di fornire una risposta forte alle emergenze di salute pubblica e ad altri eventi significativi.

    Queste misure sono state create dal Medicinal Shortages Steering Group (MSSG) dell’EMA e mirano a garantire la disponibilità e la fornitura di farmaci critici la cui catena di approvvigionamento è stata identificata come vulnerabile.

    Le raccomandazioni saranno prese in considerazione dall’MSSG caso per caso, tenendo conto della loro proporzionalità e saranno adattate in base alle vulnerabilità identificate della supply chain e alle caratteristiche intrinseche specifiche del prodotto in questione, come ad esempio la durata di conservazione.

    Le possibili misure a supporto della supply chain

    Le misure possibili sono elencate di seguito:

    • Per garantire la fornitura di farmaci critici, ai titolari di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC) potrebbe essere raccomandato di ampliare la capacità produttiva e di espandere il numero di fornitori nella supply chain.
    • Inoltre, ai MAH potrebbe essere raccomandato di osservare la disponibilità delle scorte e di prevedere la domanda e l’offerta di farmaci.
    • Le scorte di sicurezza di farmaci critici dovrebbero essere create da specifici attori della supply chain (ad esempio, i MAH o la Commissione Europea) come salvaguardia contro le fluttuazioni della domanda o dell’offerta.
    • Il MSSG potrebbe richiedere ai MAH di sviluppare un piano di prevenzione delle carenze per i farmaci considerati critici dall’Unione.
    • Supporto scientifico e normativo da parte delle Autorità competenti per affrontare le vulnerabilità della catena di approvvigionamento, compreso il sostegno alle piccole e medie imprese.
    • Miglioramento della cooperazione tra le Autorità di regolamentazione, che comprende meccanismi di condivisione del lavoro. Questa cooperazione garantisce la flessibilità delle operazioni amministrative e normative, come ad esempio l’accelerazione dei tempi per le modifiche necessarie, indispensabili per eliminare le vulnerabilità della catena di approvvigionamento dei farmaci critici.
    • Fornitura di incentivi per consentire la produzione di API, intermedi o medicinali critici.

    L’MSSG collaborerà con la Critical Medicines Alliance (CMA) della Commissione Europea. Mentre l’MSSG fornisce azioni a breve-medio termine sotto forma di orientamenti normativi e di politica governativa, la CMA si concentra invece su misure a lungo termine con particolare attenzione alla politica industriale.


    Fonte:

    MSSG recommendations to strengthen supply chains of critical medicinal products. Guidance document to facilitate the identification of regulatory measures to strengthen supply chains of critical medicinal products in the Union list.

    EMA: ecco i prossimi aggiornamenti GMP

    L’Agenzia Europea per i Medicinali EMA ha pubblicato una nuova versione del “Piano di lavoro triennale per il gruppo di lavoro degli ispettori” per il periodo gennaio 2024-dicembre 2026. Il piano è stato preparato dal GMDP IWG e include anche le scadenze aggiornate per la revisione dei requisiti GMP.

    Per quest’anno (2024) non sono previste modifiche. Mentre nel 2026 saranno presentate alla Commissione gli aggiornamenti del capitolo 4 sulla documentazione e dell’Annex 11 (sistemi computerizzati) delle EU GMP per allinearli ai requisiti di data integrity.
    Alla fine dello stesso anno, le linee guida GMP specifiche per gli ATMP saranno poi riviste per determinare la necessità di modifiche. Dovrebbero essere apportate modifiche anche agli Annex 3, Annex 4, Annex 5, Annex 6, Annex 15, Annex 16.

    In sintesi

    DocumentoModifiche pianificateTimeline
    EU GMP: Capitolo 4 (Documentazione)Fornire alla Commissione Europea un testo finale per il capitolo modificato al fine di garantire l’integrità dei dati nel contesto delle GMP. Ciò avverrebbe in parallelo con un analogo esame dell’Annex 11 (Sistemi computerizzati).Q1 2026
    EU GMP: Annex 11 (Sistemi computerizzati)Fornire alla Commissione Europea un testo finale per il capitolo modificato al fine di garantire l’integrità dei dati nel contesto delle GMP. Ciò avverrebbe in parallelo con un analogo esame del Capitolo 4 (Documentazione).Q1 2026
    EU GMP sulle ATMPRevisione delle linee guida in collaborazione con il CAT e la Commissione Europea
    in seguito alla pubblicazione di un nuovo regolamento sugli standard di qualità e sicurezza delle sostanze di origine umana destinate all’applicazione umana e alla necessità di aggiornare i riferimenti legali e le definizioni.
    Rivedere le Linee guida alla luce del nuovo Annex 1 e valutare la necessità di eventuali aggiornamenti.
    Q4 2026
    EU GMP: Annex 3 Produzione di radiofarmaciFornire alla Commissione Europea un testo finale a seguito di una revisione e di un aggiornamento per riflettere l’attuale stato dell’arte.Q4 2026
    EU GMP: Annex 4 (Produzione di prodotti medicinali veterinari altri rispetto ai prodotti medicinali veterinari immunologici)Esaminare i commenti ricevuti dalla consultazione delle parti interessate al concept paper e redigere un testo aggiornato.
    Fornire alla Commissione Europea un testo finale.
    Q1 2026
    EU GMP: Annex 5 (Produzione di prodotti medicinali veterinari immunologici)Esaminare i commenti ricevuti dalla consultazione delle parti interessate al concept paper e redigere un testo aggiornato.
    Fornire alla Commissione europea un testo finale.
    Q1 2026
    EU GMP: Annex 6 (Produzione di gas medicinali)Fornire alla Commissione Europea un testo finale a seguito di una revisione e di un aggiornamento per riflettere l’attuale stato dell’arte.Q4 2026
    EU GMP: Annex 15 (Qualifica e convalida)Fornire alla Commissione Europea un testo finale per la modifica dell’Annex 15 nel contesto delle nuove tecnologie in impianti, prodotti e processi e in seguito alle raccomandazioni LLE, ed estendere il campo di applicazione agli API.Q4 2025
    EU GMP: Annex 16 (Certificazione della QP e rilascio del lotto)Fornire alla Commissione Europea un testo finale modificato in seguito alle raccomandazioni della LLE.Q4 2025
    GMP e Marketing Authorisation HoldersRivedere il documento in linea con le raccomandazioni sulle LLE delle nitrosammine, e rafforzare le indicazioni per i MAH in termini di accordi di qualità adeguati con i produttori.Q4 2025
    ICH Q12: Lifecycle ManagementSostenere i membri UE del gruppo di lavoro di esperti (EWG) nello sviluppo di materiale formativo sulla linea guida, con particolare attenzione agli aspetti relativi alle ispezioni GMP e al sistema di qualità farmaceutico, in collaborazione con l’iniziativa PIC/S.Q4 2025

    Fonti:

    The 3-year work plan for the Inspectors Working Group

    Il Parlamento Europeo approva gli emendamenti sulla riforma farmaceutica UE

    Gli eurodeputati hanno approvato gli emendamenti per rinnovare la legislazione farmaceutica dell’UE, al fine di promuovere l’innovazione e migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento, l’accessibilità e l’economicità dei farmaci.

    Il pacchetto legislativo, che riguarda i medicinali per uso umano, consiste in una nuova direttiva (adottata con 495 voti a favore, 57 contrari e 45 astensioni) e in un regolamento (adottato con 488 voti a favore, 67 contrari e 34 astensioni).

    Aumento della protezione regolatoria dei dati

    I deputati vogliono introdurre un periodo minimo di protezione dei dati normativi di sette anni e mezzo (contro i sei proposti dalla Commissione), durante il quale le altre aziende non possono accedere ai dati del prodotto, oltre a due anni di protezione del mercato (durante i quali i prodotti generici, ibridi o biosimilari non possono essere venduti), dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio.

    Le aziende farmaceutiche potrebbero beneficiare di ulteriori periodi di protezione dei dati se il loro particolare prodotto risponde a un’esigenza medica insoddisfatta (+12 mesi), se sono in corso studi clinici comparativi sul prodotto (+6 mesi) e se una parte significativa della ricerca e dello sviluppo del prodotto avviene nell’UE e almeno in parte in collaborazione con enti di ricerca dell’UE (+6 mesi). Gli eurodeputati chiedono inoltre un limite massimo di otto anni e mezzo per il periodo combinato di protezione dei dati.

    Un’estensione una tantum (+12 mesi) del periodo di protezione del mercato di due anni potrebbe essere concessa se l’azienda ottiene l’autorizzazione all’immissione in commercio per un’indicazione terapeutica aggiuntiva che fornisce benefici clinici significativi rispetto alle terapie esistenti.

    I farmaci orfani (farmaci sviluppati per il trattamento di malattie rare) beneficerebbero di un’esclusiva di mercato fino a 11 anni se rispondono ad un “elevato bisogno medico insoddisfatto”.

    Voucher per nuovi antimicrobici e premi

    Gli eurodeputati sottolineano la necessità di incentivare la ricerca e lo sviluppo di nuovi antimicrobici, in particolare attraverso premi per l’ingresso nel mercato e di schemi di ricompensa al pagamento di milestone, basati ad esempio su un supporto finanziario precoce a seguito del conseguimento di determinati obiettivi di R&D prima dell’ottenimento dell’autorizzazione AIC. A questi si aggiungerebbe un modello su sottoscrizione basato su accordi volontari di joint procurement..

    E’ stata approvata anche l’introduzione di “transferable data exclusivity voucher” per gli antimicrobici prioritari, che fornisca un massimo di 12 mesi aggiuntivi di protezione dei dati per un prodotto autorizzato. Il voucher non potrebbe essere utilizzato per un prodotto che ha già beneficiato della massima protezione regolamentare dei dati e sarebbe trasferibile una sola volta a un altro titolare di autorizzazione all’immissione in commercio.

    Tra le nuove misure per promuovere l’uso prudente degli antimicrobici, i deputati chiedono requisiti più severi, come la limitazione delle prescrizioni e della dispensazione alla quantità necessaria per il trattamento e la limitazione della durata della prescrizione.


    Il rapporteur del regolamento Tiemo Wölken (S&D, DE) ha dichiarato: “Questa revisione apre la strada per affrontare sfide critiche come la carenza di farmaci e la resistenza antimicrobica. Stiamo rafforzando le nostre infrastrutture sanitarie e aumentando la nostra resilienza collettiva in vista di future crisi sanitarie – una pietra miliare significativa nella nostra ricerca di un’assistenza sanitaria più equa e accessibile per tutti gli europei“.

    La questione sarà seguita dal nuovo Parlamento dopo le elezioni europee del 6-9 giugno.


    Fonte

    Parliament adopts its position on EU pharmaceutical reform

    Farmacopea Giapponese ed Europea lanciano un progetto di armonizzazione

    La Farmacopea Giapponese (JP) e la Farmacopea Europea (Ph. Eur.) annunciano con piacere l’avvio di un progetto bilaterale volto all’armonizzazione prospettica degli standard farmaceutici per i principi attivi e i medicinali. L’armonizzazione delle farmacopee mira a ridurre ulteriormente l’onere imposto ai produttori di eseguire test diversi a seconda della giurisdizione normativa, allineando gli standard farmaceutici a livello internazionale.

    Fin dalla creazione del Pharmacopeial Discussion Group (PDG) nel 1989, la JP e la Ph. Eur., insieme alla Farmacopea degli Stati Uniti e più recentemente alla Farmacopea Indiana, hanno lavorato all’armonizzazione retrospettiva di capitoli generali e monografie di eccipienti. Questo nuovo progetto di armonizzazione bilaterale proseguirà al di fuori dei processi del PDG e si baserà sulla pluriennale collaborazione tra JP e Ph. Eur. per applicarla all’elaborazione di monografie di principi attivi e medicinali.

    Il progetto sarà condotto nell’ambito del memorandum d’intesa e dell’accordo di riservatezza stipulati a settembre 2016 tra la Direzione Europea per la Qualità dei Medicinali e l’Assistenza Sanitaria (EDQM) e il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare (MHLW)/Agenzia per i Prodotti Farmaceutici e Dispositivi Medici (PMDA) del Giappone, al fine di rafforzare ulteriormente le relazioni e promuovere la cooperazione tra le due organizzazioni.

    Come primo passo, la JP e la Ph. Eur. lavoreranno congiuntamente all’armonizzazione bilaterale di queste due monografie, tenendo conto delle specificità dei rispettivi quadri normativi. Le lezioni apprese durante questo progetto potranno aprire la strada a una cooperazione ulteriormente rafforzata tra le due organizzazioni e contribuire ad ampliare il lavoro di convergenza degli standard farmaceutici.


    Fonte:

    EDQM: newsroom

    Process Analytical Technology (PAT): La USP sviluppa un nuovo Capitolo Generale 

    La United States Pharmacopeia (USP) sta sviluppando un nuovo Capitolo Generale dedicato alla Process Analytical Technology (PAT), con l’obiettivo di fornire una guida sulla sua definizione, i suoi attributi, i fattori abilitanti e le applicazioni pratiche nell’industria farmaceutica.

    Il capitolo si concentrerà sull’allineamento con gli attuali standard scientifici e normativi, ponendo l’accento sul monitoraggio in tempo reale, sul controllo e sulla garanzia della qualità del prodotto durante l’intero processo di produzione.
    Secondo un prospetto di Capitolo Generale pubblicato il 29 marzo 2024, “l’ambito si estende all’uso della PAT per la comprensione e l’ottimizzazione del processo, comprese le applicazioni nella Verifica Continua del Processo (CPV) e nei Test di Rilascio in Tempo Reale (RTRT). Il capitolo affronterà l’impatto normativo della PAT e il suo ruolo nel rispetto degli standard di qualità“.

    Lo schema preliminare del capitolo è il seguente:

    • Introduzione
    • Definizione e attributi fondamentali della PAT
    • Fattori chiave che abilitano la PAT
    • Considerazioni normative
    • Strategie di implementazione
    • Applicazioni della PAT
    • Trend e tecnologie emergenti

    L’USP invita i portatori di interesse a fornire un contributo iniziale su questo Capitolo Generale, che dovrebbe essere pubblicato per i commenti nel Pharmacopeial Forum. I commenti sullo schema proposto devono pervenire all’USP entro il 28 aprile 2024.


    Fonte:

    General Chapter Prospectus: Process Analytical Technology – Definition, Attributes, Enablers, and Use Cases

    APIC: Best Practice Guide per la gestione dei fornitori

    A marzo è stata finalmente pubblicata la linea guida APIC “Best practices guide for managing suppliers of API manufacturers” per la gestione dei fornitori dei produttori di API.

    Questa guida nasce dal documento “Supplier Qualification and Management Guideline“, pubblicato per la prima volta nel 2009, e ora lo sostituisce integralmente. Il documento precedente è stato completamente rivisto, anche se sono stati mantenuti gli allegati originali ed è stato aggiunto un allegato 2 intitolato “Dichiarazione di impegno (modello)“.

    Obiettivo della linea guida

    Nell’ultimo decennio, le catene di fornitura dell’industria farmaceutica sono diventate sempre più
    complesse. Questo è il risultato di una crescente tendenza all’esternalizzazione, combinata con una base di fornitori che è sempre più diffusa a livello globale.
    Questa situazione rende i produttori di API più dipendenti dai loro fornitori e più vulnerabili ai rischi legati ad essi. Questi rischi non si limitano solo a problemi di qualità o di conformità, ma possono anche essere legati alla continuità aziendale. Per questo il risk management (vedi anche ICH Q9) sta diventando parte integrante dei processi di gestione dei fornitori.

    Inoltre, le agenzie regolatorie oggi si concentrano maggiormente sulle modalità di supplier management, e i clienti farmaceutici dei produttori di API si aspettano che i loro produttori dispongano di adeguati programmi di qualifica e valutazione dei fornitori.

    Questa guida fornisce un quadro di riferimento per i produttori di API per implementare un processo di gestione dei fornitori adeguato, solido e basato sul rischio ed esamina il supplier management
    soprattutto dal punto di vista dei materiali o dei servizi che possono influire sulla qualità.

    Capitoli

    La nuova guida contiene i seguenti capitoli:

    1. Sezione generale
        1.1 Introduzione
        1.2 Obiettivi
        1.3 Campo di applicazione
        1.4 Processo complessivo per la gestione dei fornitori

    2. Gestione dei fornitori
        2.1 Fase di selezione
        2.2 Fase di qualifica
        2.3 Fase operativa
        2.4 Fase di dismissione

    3. Risk Management applicato alla gestione dei fornitori
        3.1 Risk management process
        3.2 Risk Identification and Analysis
        3.3 Risk Evaluation and Risk Review
        3.4 Risk control

    4. Auditing
        4.1 Generale
        4.2 Organizzazione dell’Audit
        4.3 Tipi di Audit
        4.4 Valutazione dell’Audit
        4.5 Rifiuto di audit

    5. Quality agreement
        5.1 Generale
        5.2 Rifiuto o accettazione parziale di accordi

    6. Definizioni e abbreviazioni
    7. Riferimenti
    8. Annex
    9. Storia delle versioni


    Fonte:

    Best practices guide for managing suppliers of API manufacturers

    Clinical Investigation Plan per medical device: nuova guida del MDCG

    Il Medical Device Coordination Group ha recentemente pubblicato una nuova linea guida riguardante il Clinical Investigation Plan (CIP) per dispositivi medici.
    Questo documento non è giuridicamente vincolante ed è stato sviluppato a seguito dei contributi delle autorità competenti nazionali, dell’industria e delle parti interessate e pertanto rappresenta un’immagine delle best practice più aggiornate.

    La linea guide è stata scritta per supportare gli sponsor nello sviluppo del loro CIP descrivendo in modo più dettagliato quale tipo di informazioni sono previste nelle rispettive sezioni del Clinical Investigation Plan e per anticipare le domande delle autorità competenti durante la valutazione della domanda.

    Background

    L’allegato XV del MDR descrive il contenuto richiesto del piano di investigazione clinica e indica che le indagini cliniche devono essere condotte in conformità alla buona pratica clinica.

    Secondo il capitolo I dell’allegato XV del MDR, le indagini cliniche devono essere effettuate sulla base di un piano di investigazione adeguato che rifletta le ultime conoscenze scientifiche e tecniche, e definito in modo tale da poter confermare o confutare le affermazioni del fabbricante riguardo alla sicurezza, alle prestazioni e agli aspetti relativi alla determinazione del rapporto rischi-benefici dei dispositivi. L’indagine clinica, dunque, deve includere un numero adeguato di osservazioni per garantire il valore scientifico e la validità delle conclusioni. Le procedure e le metodologie di ricerca utilizzate per eseguire l’indagine clinica devono essere appropriate al dispositivo oggetto di indagine.

    Quando uno sponsor di un’indagine clinica presenta una domanda ai sensi dell’articolo 0, paragrafo 1, del MDR, allo Stato o agli Stati membri in cui si intende condurre l’indagine clinica, la domanda deve essere accompagnata dalla documentazione di cui al capitolo II dell’allegato XV del MDR.

    La linea guida

    Questa linea guida utilizza la sezione 3 del capitolo II dell’allegato XV del MDR come punto di partenza per la redazione di un Clinical Investigation Plan e segue la numerazione del regolamento, al fine di facilitare il riferimento incrociato ai requisiti legali.
    Non è da intendersi come modello per la scrittura di un CIP e non è obbligatorio presentare le informazioni in un CIP nello stesso ordine in cui sono menzionate nel MDR o in questa guida del MDCG.


    Fonte:

    MDCG 2024-3

    MDR Annex XV