Componenti plastiche in produzione: approvati i nuovi capitoli USP

Ultimo aggiornamento: 4 mesi fa

USP (US Pharmacopeia) ha recentemente pubblicato due capitoli sulle componenti plastiche utilizzate negli equipment destinati alla produzione farmaceutica. I due capitoli sono numerati <665> e <1665>: il primo dei due è un capitolo generale mentre il secondo, nella classificazione USP, è capitolo informativo a sostegno del capitolo generale.

Il capitolo generale <665> sulle componenti plastiche

Il capitolo <665> ha titolo “Plastic Components and Systems Used to Manufacture Pharmaceutical Drug Products and Biopharmaceutical Drug Substances and Products” e sostituisce la proposta di capitolo intitolata “Plastic Materials, Components, and Systems Used in the Manufacturing of Pharmaceutical Drug Products and Biopharmaceutical Drug Substances and Products” (a sua volta revisione di una proposta ancora precedente).
La versione pubblicata del capitolo <665> contiene cinque differenze «rilevanti» rispetto a quella precedente:

  • la parte “Scope” – che definisce il campo d’applicazione del capitolo – contiene chiarimenti rispetto alle materie prime, alle componenti di lavorazione e ai prodotti finiti;
  • il capitolo è «disaccoppiato» dal capitolo <661.1> “Plastic Materials for Construction“, in modo da focalizzarsi sulle componenti di produzione;
  • il focus principale del capitolo <665> è chiarire la distinzione tra qualifica e selezione delle componenti;
  • il nuovo capitolo delinea le relazioni gerarchiche tra i test sulle componenti e sui materiali;
  • consente maggiore flessibilità riguardo alla costruzione delle matrici di valutazione del rischio;
  • rivede i requisiti dei test basati sul rischio delle componenti in merito alla reattività chimica e biologica.

Il capitolo <665>, come tutti i capitoli con numerazione inferiore a 1000, acquisisce lo status di requisito normativo quando viene citato come tale in una monografia, in un altro capitolo generale con numero inferiore a 1000 o nelle General Notices USP.
USP si è detta disponibile a trasformare il <665> in un capitolo applicabile ma attende in merito l’opinione degli stakeholders.

Quali componenti plastiche? – Il campo d’applicazione del capitolo generale

Il testo si applica ai materiali utilizzati nella produzione di prodotti finiti farmaceutici e biofarmaceutici, oltre che alle sostanze intermedie usate nella produzione di prodotti biofarmaceutici. Non riguarda invece gli API «precursori» di prodotti farmaceutici o gli API prodotti tramite processi chimici (e non microbiologici).
La motivazione addotta per escludere gli API è che «si tratta di sostanze ben caratterizzate risultanti da processi produttivi che includono processi di purificazione multipli e altamente efficienti».
Il documento prosegue indicando ulteriori condizioni:

  • Il capitolo si applica alle componenti che interagiscono con sostanze liquide, ma non a quelle usate nella lavorazione di solidi o gas, perché «la propensione delle componenti plastiche ad interagire con flussi di lavorazione liquidi è maggiore che con flussi di lavorazione solidi o gassosi»
  • Tubi, diaframmi e guarnizioni costruiti con materiali elastometrici sono esclusi da questo capitolo
  • Il testo non riguarda i materiali usati per quegli strumenti ausiliari che entrano in contatto con le sostanze citate per periodi di tempo brevi. Ad esempio: scovolini, pipette, imbuti, cilindri graduati o piatti da bilancia

Infine, il capitolo precisa che i metodi di test in esso contenuti sono applicabili sia a componenti non qualificate, sia a componenti qualificate che siano poi state coinvolte in un change.

Il processo di valutazione delle componenti plastiche

Il capitolo indica un processo di assessment con due aspetti: caratterizzazione dei materiali e caratterizzazione delle componenti.
Inoltre, articola un processo di caratterizzazione delle componenti in due step, in modo da portare a livelli adeguati il rischio per la qualità del prodotto finito rappresentato dai PERL (Process Equipment – Related Leachables).
Questi due step sono una valutazione iniziale («Initial assessment») e un risk assessment.

L’initial assessment

L’initial assessment determina l’adeguatezza di una componente all’uso designato senza ricorrere a caratterizzazione chimica.
Le tre condizioni chiave di questo step sono:

  • se la componente entri in «contatto significativo» con il flusso delle sostanze di lavorazione;
  • quale sia lo stato fisico delle sostanze di lavorazione (liquido, solido, gassoso ecc.);
  • se la componente oggetto della valutazione sia equiparabile ad un’altra componente già considerata accettabile.

Il risk assessment

Il risk assessment propriamente detto punta ad accertare l’adeguatezza delle componenti dal punto di vista chimico e microbiologico.
Il capitolo demanda allo sponsor la scelta dei metodi opportuni per la valutazione del rischio.
Detta tuttavia cinque considerazioni che ogni processo di risk assessment deve affrontare, in merito al rischio relativo ai PERL:

  • la propensione della componente ad essere lisciviata, in base alle sue caratteristiche fisiche e chimiche;
  • la capacità del flusso di sostanze in lavorazione di lisciviare la componente;
  • le condizioni in cui avviene il contatto;
  • la possibilità che operazioni downstream (come la filtrazione) possano eliminare il PERL dal flusso di lavorazione o almeno diluirlo fino a che eventuali conseguenze negative diventino «improbabili»;
  • il rischio intrinseco legato alla natura del prodotto finito.

Ulteriori dettagli: i metodi di test e il capitolo <1665>

Il capitolo generale <665> si conclude con una descrizione dettagliata dei metodi di test usati in relazione ai livelli di rischio legati alla componente.

Il capitolo informativo <1665> contiene invece varie indicazioni sull’uso del capitolo generale, insieme a spiegazioni sulla motivazione dietro ad alcune scelte in esso contenute.
Tra le varie precisazioni del capitolo informativo, si trovano ad esempio una matrice di valutazione del rischio e delle raccomandazioni sull’equiparazione della componente valutata con un’altra componente, già accettata.


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