EMA: report di valutazione sulle nitrosammine

Ultimo aggiornamento: 1 anno fa

Il Comitato per i Prodotti Medicinali ad Uso Umano (CHMP) dell’EMA ha pubblicato il report di valutazione finale sulle impurezze da nitrosammine.

Il report invita i produttori farmaceutici coinvolti a ridurre la presenza di nitrosammine nei prodotti medicinali quanto più possibile e a rispettare i limiti definiti.

Ecco una sintesi dei punti principali del documento:

  • La presenza di nitrosammine nei prodotti medicinali ad uso umano deve essere ridotta il più possibile, sulla base dei limiti presenti nell’ICH M7 (R1) e calcolati considerando l’esposizione giornaliera a vita.
     
  • Il rischio di presenza di nitrosammine deve essere valutato dai titolari AIC richiedenti l’autorizzazione. Se c’è un rischio, devono essere fatti ulteriori test. Per i nuovi richiedenti deve essere inviato un risk assessment sulla presenza di nitrosammine unitamente alla domanda di autorizzazione.
     
  • Il risk assessment deve includere i processi produttivi delle sostanze attive e dei prodotti finiti, tenendo in considerazione le root cause e i successivi test sul prodotto finito in caso di rischio esistente.
     
  • Per i medicinali biologici, il rischio di formazione di nitrosammine è generalmente molto basso. Tuttavia bisogna considerare i seguenti casi: medicinali biologici contenenti frammenti sintetizzati chimicamente dove esiste un rischio simile agli API di sintesi chimica, prodotti a cui vengono aggiunti reagenti nitrosanti durante il processo produttivo, prodotti che utilizzano un packaging primario in nitrocellulosa.
  • Se viene ritrovata più di una nitrosammina in un prodotto finito o in una sostanza attiva, bisogna assicurarsi che il rischio totale della somma non superi 1:100,000 del rischio a vita. In alternativa, la somma delle nitrosammine trovate non deve eccedere il limite della nitrosammina più potente.
     
  • Se il valore limite per una singola nitrosammina non è compatibile con quanto presente nell’ICH M7 (R1), il titolare AIC deve immediatamente inviare un report di investigazione che includa le cause ipotetiche/identificate, le misure correttive/preventive e una discussione dell’impatto sul bilancio rischio/beneficio. Le Autorità decideranno cosa fare caso per caso.
     
  • Eccezioni ai valori limite si applicano ai prodotti finiti per il trattamento degli stadi avanzati del cancro o nei casi in cui la stessa sostanza attiva sia genotossica.
     
  • Se ci sono dati sufficienti sulla cancerogenicità provenienti da studi animali per un valore TD50 affidabile, da questi deve essere derivato un limite specifico per la sostanza.
     
  • Se si trovano nitrosammine per le quali non ci sono dati disponibili, deve essere utilizzato il TTC di 18ng/d presente nel database Lhasa.

I titolari AIC sono obbligati a eseguire i risk assessment per gli API così come per i prodotti finiti al fine di assicurare che i medicinali siano prodotti in accordo ai più recenti standard scientifico-tecnici come previsto dall’articolo 23 e dall’Annex I della Direttiva 2001/83/EC e dall’articolo 16 della Direttiva (EC) 726/2004.

Deve inoltre essere assicurato che tutte le sostanze e gli eccipienti siano prodotti in accordo ai principi GMP elencati nell’Articolo 46(f) della Direttiva 2001/83/EC.


Source: 

EMA: sito web sulle nitrosammine

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