Strategia per il controllo della contaminazione ambientale

Il termine controllo della contaminazione si riferisce a un complesso sistema di misure progettato per ridurre al minimo il rischio di contaminazione durante la fabbricazione di medicinali.
Il controllo della contaminazione comprende misure quali la classificazione delle aree, la manutenzione dei locali, i requisiti per la riqualifica, la pulizia, l’igiene e il comportamento del personale, fino all’utilizzo di materiali di consumo qualificati.
Oltre a queste misure, una strategia di controllo della contaminazione include anche il monitoraggio di locali, superfici e personale per registrarne e valutarne le condizioni.

Sia in condizioni di produzione non sterili che asettiche, il monitoraggio è il metodo di scelta per rilevare deviazioni dallo stato qualificato.
Monitorare significa tenere sotto controllo il processo.

La fabbricazione di prodotti farmaceutici deve essere eseguita in condizioni controllate. Per questo i settori di produzione dovrebbero essere progettati in modo da rispondere ai requisiti dei prodotti fabbricati.
I locali, compresi soffitti e pavimenti, le strutture tecniche e le attrezzature, i macchinari e il mobilio, devono essere progettati in modo da soddisfare le condizioni ambientali definite per la produzione.

Il quadro normativo

Condizioni ambientali costanti sono infatti essenziali per garantire una qualità costante dei prodotti. Per questo il quadro normativo e le linee guida chiedono il monitoraggio delle condizioni ambientali e del personale:

  • EU GMP, Annex 1: Manufacture of Sterile Medicinal Products
  • ISO 13408-1 Aseptic processing of health care products ISO 14644-1 Cleanrooms and associated controlled environments: Classification of air cleanliness by particle concentration
  • ISO 14698-1 Cleanrooms and associated controlled environments: Biocontamination control
  • FDA, Guidance for Industry: Sterile Drug Products Produced by Aseptic Processing – Current Good Manufacturing Practice • USP Chapter <1115> Bioburden Control of Nonsterile Drug Substances and Products
  • USP Chapter <1116> Microbiological Control and Monitoring of Aseptic Processing Environments
  • PDA Technical Report No. 67 – Exclusion of Objectionable Microorganisms from Nonsterile Pharmaceuticals, Medical Devices, and Cosmetics. 2014: Parenteral Drug Association, Inc.
  • PDA Technical Report No. 13 (Revised) – Fundamentals of an Environmental Monitoring Program. Parenteral Drug Association, Inc., 2014
  • ANVISA Quality Guide for Air Treatment and Environmental Monitoring Systems in the Pharmaceutical Industry (2013)
  • PIC/S PE 009-13 Guide to Good Manufacturing Practice for Medicinal Products Annexes These guidelines also lay down the permitted limits, both for particles and for microbiological contamination

Il programma di monitoraggio ambientale

Il programma di monitoraggio deve essere definito in una SOP e deve contenere:

  • Punti di campionamento dettagliati
  • Frequenza di campionamento
  • Tempo di campionamento
  • Durata del campionamento
  • Dimensione del campione
  • Strumenti per il campionamento
  • Tecniche di campionamento
  • Limiti di allerta e di azione
  • Azioni correttive e preventive in caso di superamento dei limiti

Il problema della mole di dati

Oggi, l’uso di metodi microbiologici rapidi (RRM), mirati al monitoraggio continuo e in tempo reale di microbi e particelle nell’acqua e nell’aria, introduce un livello ancora più elevato di complessità dei dati.
Gli strumenti basati sulla fluorescenza indotta dalla luce (LIF) sono in grado di rilevare e contare istantaneamente particelle e microrganismi nei campioni di aria o acqua ogni due secondi.
Pertanto, il monitoraggio in continuo porta a un volume di dati molto più grande di quello ottenuto con il campionamento tradizionale comunemente eseguito su base giornaliera, settimanale o mensile.

Un approccio pratico all’analisi dei dati

In accordo con la recente review dell’Annex 1 delle EU GMP, quando si esamina la documentazione per il rilascio del prodotto, devono essere presi in considerazione i risultati del monitoraggio ambientale. A tal fine, è indispensabile una buona valutazione statistica dei dati raccolti.

Le aree di grado C e D, tipicamente caratterizzate da un numero consistente di conte microbiche, sono monitorabili mediante carte di controllo standard.
Le aree di grado A e B, che raramente vengono contaminate, possono essere monitorate con il contamination recovery rate come suggerito nella USP <1116>.

“The contamination recovery rate is the rate at which environmental samples are found to contain any level of contamination. For example, an incident rate of 1% would mean that only 1% of the samples taken have any contamination regardless of colony number.”

USP <1116>


Dunque l’analisi dei dati deve essere condotta con un approccio quanto più pratico possibile allo scopo di:

  • Minimizzare i falsi allarmi
  • Settare limiti ragionevoli di allerta e azione
  • Rivelare il comportamento del processo
  • Valutare se il processo sta operando sotto controllo

Ottimizzando la gestione dei risultati, l’identificazione di trend e modelli nei dati ambientali offre molte opportunità per facilitare la valutazione dei rischi, migliorare i processi e i tempi di laboratorio e ridurre i piani di campionamento.


Fonte:

Environmental monitoring: From sampling plan to data analysis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *