audit

La conduzione efficace di un Audit GDP

A CHI SI RIVOLGE

Il corso è progettato per tutti i manager, supervisori e altri membri del personale che sono coinvolti nelle attività di stoccaggio farmaceutico, nel trasporto, e nelle attività proprie della catena di distribuzione di farmaci e/o API.

PROGRAMMA

Le linee guida GDP evidenziano la necessità di un sistema di gestione della qualità efficace ed appropriato che permetta di tenere sotto controllo l’operato di tutti i partner e i fornitori di servizi nella catena di distribuzione (produttori, grossisti, magazzini e fornitori di servizi di trasporto e logistica).
Si rende quindi necessaria la qualifica di questi partner anche attraverso audit.

In questo contesto, QS organizza un corso con l’obiettivo di fornire le best practice per verificare la conformità delle GDP a tutti i livelli della catena di approvvigionamento.
La giornata sarà quindi utile sia per chi deve condurre un audit sia per chi vuole prepararsi a passare un’ispezione o una revisione da parte di un cliente. 

Si ricorda che le iscrizioni chiudono 7 giorni lavorativi prima dell’evento

ALLA FINE DEL CORSO SARAI IN GRADO DI:

  • Pianificare e condurre audit in modo efficace
  • Affrontare una verifica ispettiva o l’audit da parte di un cliente
  • Valutare il tuo stato di compliance

PRINCIPALI ARGOMENTI IN AGENDA

  • Overview normativo
  • La catena di distribuzione e gli attori ispezionabili
  • Diverse modalità di ispezione
  • Classificazione delle non conformità ed esempi
  • Conduzione dell’audit:
    • Valutazione della catena di distribuzione e analisi del rischio
    • Il piano di audit
    • Strategie di audit
    • La checklist e gli strumenti a disposizione dell’Auditor
    • Le osservazioni
  • Audit report: struttura
  • Il follow-up
promemoria

AIFA estende la scadenza dei certificati GMP

In relazione alla grave situazione sanitaria dovuta all’epidemia di COVID-19, gli Uffici AIFA hanno messo in atto azioni volte a mantenere inalterata l’attività amministrativa malgrado le restrizioni imposte sugli spostamenti.

Lo scopo di questi provvedimenti è di evitare impatti sulla produttività delle industrie farmaceutiche e sulla logistica e distribuzione dei medicinali e delle sostanze attive.

Al riguardo, gli Uffici Autorizzazioni e Ispezioni GMP Medicinali e Materie Prime stanno collaborando con l’EMA per identificare e definire le linee di azione comunitarie, minimizzando dell’impatto dell’emergenza sul sistema produttivo farmaceutico.

Sono state promosse le seguenti azioni:

  • Estensione fino a tutto il 2021 della validità dei certificati GMP, sia di produzione che di importazione di sostanze attive e/o prodotti medicinali, in scadenza nel 2020;
  • Esecuzione, laddove necessario, di un distant assessment per le istanze di estensione o attivazione con esecuzione delle attività ispettive al termine dell’emergenza;
  • Possibilità per le QP di effettuare il rilascio a distanza dei lotti prodotti;
  • Possibilità per le QP di eseguire remote audits (paper based audits) dei produttori di sostanze attive e degli starting materials.

Dunque fino al termine dell’emergenza COVID-19:

  • i certificati GMP in scadenza al 31.12.2020 sono automaticamente prolungati fino al 31.12.2021, senza necessita di aggiornamento del certificato esistente, a meno di differente valutazione da parte di AIFA.
  • in caso di istanze di estensione per nuove forme farmaceutiche, sostanze attive e/o linee produttive, gli uffici potranno effettuare un distant assessment per autorizzare la modifica richiesta, valutando anche la possibilità di eseguire un’ispezione al termine dell’emergenza.
  • per le istanze di attivazione di nuovi siti produttivi, gli uffici potranno effettuare un distant assessment, per valutare la possibilità di autorizzare il sito produttivo con la previsione di effettuare la visita ispettiva al termine dell’emergenza. In caso di valutazione positiva, AIFA emetterà l’autorizzazione alla produzione indicando l’esecuzione del distant assessment a cui seguirà un’ ispezione di verifica.
  • per siti produttivi in Paesi Terzi, il certificato GMP già rilasciato, se in scadenza nel 2020, viene prorogato fino alla fine del 2021 senza necessità di aggiornamento, a meno di differente valutazione.

Fonti

Comunicato AIFA

QUESTIONS AND ANSWERS ON REGULATORY EXPECTATIONS FOR MEDICINAL PRODUCTS FOR HUMAN USE DURING THE COVID-19 PANDEMIC

Audit al Magazzino: i consigli dell’auditor (2/2)

A cura del Dr. Daniele Carraro, GMP specialist di Quality Systems srl


Qui la prima parte dell’articolo

https://qualitysystems.it/audit-al-magazzino-i-consigli-dellauditor-1-2/

I magazzini di un’azienda farmaceutica, di una azienda chimico-farmaceutica, o di qualsiasi fornitore dell’indotto farmaceutico (eccipienti, packaging, materiali ausiliari, ecc.) sono, a tutti gli effetti, locali che influiscono pesantemente sulla “catena GMP” che i titolari di autorizzazioni al commercio di medicinali sono tenuti a rispettare al fine di assicurare la sicurezza, l’efficacia e la qualità dei prodotti finiti. 
Nei magazzini sono conservati, ed attraverso di essi transitano, tutti i componenti in entrata e tutti i prodotti finiti in uscita.
Aspetti quali la segregazione, le condizioni climatiche, la pulizia e l’ordine sono vitali per garantire la continuità dello standard qualitativo con il resto dell’azienda. 

Alla luce di questo, i magazzini costituiscono sempre un ambiente di fondamentale interesse per un auditor, sia che si tratti di un esercizio di self-inspection, sia che si tratti di un audit di seconda parte che un’industria farmaceutica esegue presso un fornitore o un terzista. 

L’intento di questo articolo è quello di fare un breve ripasso degli aspetti fondamentali che non possono essere tralasciati durante l’ispezione di un magazzino, e di dare alcuni suggerimenti per un audit efficace, ottenendo il massimo delle evidenze nel minor tempo possibile.
Si ipotizzerà un classico audit “orizzontale”, che segue l’ordine della sequenza delle operazioni; ciò non toglie che, per specifici motivi, o per spiazzare l’auditee, si possano scegliere altre modalità di audit (per processi, ad esempio concentrandosi sul flusso in-out tra magazzino e produzione). 

Per la trattazione ci concentreremo sui magazzini di produttori di farmaci. 

Monitoraggio ambientale

Allontanatici dall’area di ricezione, dedichiamoci ad un altro aspetto estremamente importante di un magazzino: il mantenimento ed il monitoraggio delle condizioni termo-igrometriche. 
Non esistono soluzioni ideali, ogni scelta deve essere fatta tenendo conto della tipologia di materiale o di prodotto finito che si stocca.
Magazzini, ad esempio, dedicati allo stoccaggio di materiali di confezionamento primari possono non richiedere nessun controllo della temperatura o dell’umidità relativa, mentre per prodotti finiti, ovviamente, le condizioni termiche ed igrometriche sono quelle dettate da ciò che è riportato nei documenti regolatori. 

Vi è anche una questione semantica da chiarire.
Temperatura “controllata” e temperatura “monitorata” sono due cose diverse.
Nel primo caso significa che sono in funzione sistemi attivi di trattamento dell’aria (HVAC) in grado di portare la stessa alle condizioni di temperatura e/o di umidità richieste.
Il monitoraggio va invece inteso come la sola registrazione delle condizioni termo-igrometriche rilevate dalle sonde, poiché si ritiene che variazioni contenute di questi parametri non comportino impatti qualitativi al materiale stoccato.
Potete quindi trovare situazioni di magazzini “controllati e monitorati” o solamente “monitorati”.
Dovrete accuratamente valutare il razionale della scelta che vi viene presentato. 

Gestione degli allarmi

I sistemi di monitoraggio sono poi quasi sempre connessi con un sistema di allarme. Ci si attende quindi la presenza di allarmi sonori e visivi sul campo e, cosa ultimamente molto diffusa, allarmi inviati in remoto (sms o e-mail) ad un addetto per gestire eventuali escursioni termiche o igrometriche durante i periodi di assenza del personale.

Una cosa da verificare sempre è a chi arrivano gli allarmi e cosa può fare tale persona. 
Affinché un allarme in remoto possa essere gestito servono due figure: un tecnico in grado di metter mano all’impianto di trattamento dell’aria, e una persona qualificata (nel QA, o il responsabile del magazzino, ad esempio) che possa prendere delle decisioni. 
Se manca una di queste due figure l’allarme non è veramente gestito: chi ha la conoscenza tecnica per eseguire interventi di riparazione, potrebbe non avere la competenza per capire se intervenire o no; chi ha la responsabilità sulla qualità di ciò che è stoccato non è in grado di intervenire tecnicamente.
E magari sono entrambi in ferie… in definitiva: con un paio di domande potete capire se l’allarmistica in remoto è realmente gestita oppure no. 

La mappatura termica

Altro aspetto importante legato alle condizioni climatiche del magazzino, e da non sottovalutare, è la mappatura termica.
Consiste in un semplice ma oneroso esercizio di posizionamento di un numero estremamente alto di sonde termo-igrometriche all’interno del magazzino, e di misurazione di tali parametri per un certo periodo di tempo.
A cosa serve la mappatura? In primis a verificare che durante la convalida non vi siano state escursioni inattese (e quindi a “convalidare” il sistema di controllo del magazzino).
Poi, a definire le posizioni “worst case” (almeno la più calda e la più fredda) che saranno monitorate in continuo.

L’auditor si aspetta che: 

  • La mappatura termica sia eseguita sia nei mesi più caldi che nei mesi più freddi, 
  • Che tale mappatura abbia una durata significativa per evidenziare eventuali oscillazioni (una mappatura termica da un giorno non ha nessun senso), normalmente una o due settimane, 
  • Che sia rieseguita periodicamente, o almeno ad ogni modifica del layout del magazzino. 

Quanto detto sulla mappatura termica del magazzino generale, vale esattamente anche per le celle fredde del magazzino. 

Conclusioni

Molte altre cose si potrebbero dire di un magazzino, ma il bello di un audit è anche quello di lasciare spazio alla creatività e all’ispirazione. Quello che mi sento di suggerire, da un punto di vista generale, è questo: normalmente il magazzino è la prima area visitata durante il tour dell’azienda.
Bisogna stare attenti a non passare tutta la mattina in magazzino (salvo motivi molto validi).
Quando si è mentalmente freschi si tende ad osservare tutto e a fare domande su tutto.

Poi si guarda l’orologio e ci si spaventa pensando a quanto ancora manca da vedere… 

audit

Corso per Auditor/Lead Auditor di Sistemi di Gestione per la Qualità ISO 9001 e EU-GMP, MODULO 2

Corso qualificato AICQ-SICEV

A chi si rivolge

Il corso è dedicato a tutti coloro che intendono intraprendere l’attività di auditor, sia in ambito di certificazione (parte terza) sia in contesti aziendali (auditor interni) o presso i fornitori della propria organizzazione. Risulterà utile a tutti coloro che sono coinvolti nella realizzazione di Sistemi di Qualità o migliorare la gestione dei sistemi già esistenti.

Il corso completo (MOD1 e MOD2-GMP) permette di soddisfare i requisiti di formazione richiesti da AICQ-SICEV per l’ammissione agli esami di Valutatore dei Sistemi di Gestione per la Qualità ISO con qualifica GMP 

Prerequisiti per la partecipazione:

  • Conoscenza di base dei requisiti ISO 9001:2015, ISO 19011:2018, ISO 17021:2015
  • Conoscenza di base delle EU GMP parte I e II
  • L’accesso al MOD2 è possibile anche a tutti coloro che già possiedono un riconoscimento di Auditor di Sistema di Gestione della Qualità ISO.

ATTENZIONE
La frequenza ai due moduli è obbligatoria nel caso si voglia accedere al percorso di certificazione di AUDITOR presso AICQ-SICEV ma resta indipendente nel caso non si voglia percorrere tale strada.
Il numero di partecipanti è limitato a 20, le iscrizioni saranno accettate in ordine di ricevimento.

Programma

Il corso ha l’obbiettivo di formare i partecipanti al ruolo di Auditor/Lead Auditor dei sistemi di gestione della Qualità secondo le ISO 9001 e le GMP del settore farmaceutico (per produzione principi attivi e prodotto finito), garantendo una formazione teorica e pratica sulla conduzione di audit in ambito farmaceutico.

Il corso completo ha una durata di 4 giorni per un totale di 32h complessive e consentirà di acquisire gli elementi e gli strumenti di base necessari per gli auditor di sistemi di gestione della qualità.
Il percorso è MODULARE per consentire a coloro che già possiedono una certificazione di Auditor  ISO di poter accedere alla sola parte di “approfondimento” relativa alle GMP (Modulo 2-GMP).

La partecipazione allo specifico MODULO 2-GMP sarà utile per comprendere e rinforzare i comportamenti idonei per condurre un efficace Audit ISO-GMP nelle diverse aree aziendali.

IL MODULO 1 NON E’ PROPEDEUTICO ALLA PARTECIPAZIONE AL MODULO 2

AGENDA_ MODULO 2 – GMP

Giorno 1

  • Rapido richiamo ai concetti esposti nel MOD1
  • Condurre un Audit GMP al Magazzino di Materie Prime e Prodotti finiti
  • Esercitazione 1: check list per audit in magazzino
  • Condurre un Audit GMP in Produzione di prodotti finiti
  • Condurre un Audit GMP al Confezionamento farmaceutico
  • Verifica dei documenti GMP di produzione
  • Condurre un Audit GMP in Produzione API
  • Esercitazione 2: check list per audit in produzione

Giorno 2

  • Condurre un Audit GMP al laboratorio Controllo Qualità
  • Esercitazione 1: role paly – a spasso nel Laboratorio CQ
  • Condurre un Audit GMP a un impianto dell’acqua (Purified Water e Water for Injection)
  • Esercitazione 2: check list per impianto acqua
  • Condurre un Audit GMP ai sistemi computerizzati
  • condurre un Audit GMP alla Quality Assurance
  • Esercitazione 3: conduzione di una riunione di chiusura (Role Play)
  • Test finale di valutazione delle conoscenze acquisite: 1 test di valutazione di circa 10 scenari per la classificazione delle NC + 10 punti GMP da individuare 
  • Cleaning Validation
  • Discussione e verifica del test finale

Audit al Magazzino: i consigli dell’auditor (1/2)

A cura del Dr. Daniele Carraro, GMP specialist di Quality Systems srl


I magazzini di un’azienda farmaceutica, di una azienda chimico-farmaceutica, o di qualsiasi fornitore dell’indotto farmaceutico (eccipienti, packaging, materiali ausiliari, ecc.) sono, a tutti gli effetti, locali che influiscono sulla “catena GMP” che i titolari AIC sono tenuti a rispettare. Lo scopo è sempre quello di assicurare la sicurezza, l’efficacia e la qualità dei prodotti finiti. 
Nei magazzini sono conservati, ed attraverso di essi transitano, tutti i componenti in entrata e tutti i prodotti finiti in uscita.
Aspetti quali la segregazione, le condizioni climatiche, la pulizia e l’ordine sono vitali per garantire la continuità dello standard qualitativo con il resto dell’azienda. 

Alla luce di questo, i magazzini costituiscono sempre un ambiente di fondamentale interesse per un auditor, sia che si tratti di un esercizio di self-inspection, sia che si tratti di un audit di seconda parte che un’industria farmaceutica esegue presso un fornitore o un terzista. 

L’intento di questo articolo è quello di fare un breve ripasso degli aspetti fondamentali che non possono essere tralasciati durante l’ispezione di un magazzino, e di dare alcuni suggerimenti per un audit efficace, ottenendo il massimo delle evidenze nel minor tempo possibile.
Si ipotizzerà un classico audit “orizzontale”, che segue l’ordine della sequenza delle operazioni; ciò non toglie che, per specifici motivi, o per spiazzare l’auditee, si possano scegliere altre modalità di audit (per processi, ad esempio concentrandosi sul flusso in-out tra magazzino e produzione). 

Per la trattazione ci concentreremo sui magazzini di produttori di farmaci. 


L’accesso al magazzino

Supponiamo quindi di trovarci in una situazione decisamente standard. Terminata la presentazione iniziale dell’azienda ispezionata e preso il caffè, ci si dirige verso il locale da cui inizia la catena GMP: il magazzino delle merci in entrata.
In realtà l’audit comincia ancor prima di entrare nel magazzino, perché, come recita l’Eudralex Vol. 4, Capitolo 5, 5.16:

Access to production premises should be restricted to authorised personnel”. 

Considerando il magazzino un reparto produttivo tout court, si deve verificare che l’accesso dall’esterno sia controllato: entrata con badge abilitato, porte chiuse a chiave o altri sistemi. Le porte di accesso non devono essere spalancate verso il mondo esterno, per ovvi motivi di sicurezza dei prodotti conservati. E non devono nemmeno essere spalancate verso i reparti di produzione: il concetto di “authorized personnel” deve essere declinato per ogni locale. 

L’ingresso delle merci

Una volta entrati nel magazzino, cominciare a guardarsi in giro: pulizia, ordine, posizionamento apparentemente corretto delle merci (cioè: no bancali a terra, e se sì, perché), dimensioni e layout dei locali…
In poche parole: la prima impressione conta.
Se notate qualcosa che non vi convince (bancali apparentemente fuori posto, ammassamento di bancali a terra…), potete chiedere subito informazioni o potete prendere un appunto e chiedere in un secondo momento. 

Dicevamo: audit orizzontale. E allora partiamo proprio dal principio, cioè dall’entrata delle merci.
Verificate che tipo di controlli sono eseguiti dai magazzinieri all’arrivo dell’automezzo, al momento dell’apertura dello stesso e allo scarico delle merci. Ho volutamente tenuto separati questi momenti.
In quasi tutti i casi vi sarà presentata una check-list, che riporta classicamente le voci di: controllo corrispondenza merce (quali-quantitativo), verifica dei documenti di trasporto, condizioni della merce, ecc.
Come andare a sfidare la veridicità di questo documento? Come assicurare che la check-list non sia compilata in pochi secondi dopo che la merce è già stata scaricata? 

È opportuno osservare un esempio di check-list reale, per capire se si tratta di un documento compilato contemporaneamente alle attività.
Le attività devono essere per forza eseguite in diversi momenti: all’arrivo del veicolo si controllano targa, trasportatore, ecc.
All’atto dell’apertura dei portelloni esterni, il magazziniere deve controllare l’eventuale presenza di sigilli (se richiesti), eventuali tracciati di temperatura e le condizioni della merce così come si presentano a prima vista. Potrebbero infatti essere intercettati casi di ribaltamento del materiale, di automezzo sporco o inadeguato (ad esempio: telonato), di automezzo puzzolente, di copresenza del materiale ordinato con materiale non farmaceutico… per farla breve: chiedete quando viene compilata la checklist.
Se la risposta è: dopo che abbiamo scaricato la merce, allora è un documento pressoché inutile.

L’attesa dell’auditor è quella di un documento diviso in fasi, ognuna relativa ad un particolare momento dello scarico.
L’aspetto importante, ovviamente, è che se ci sono delle anomalie tali da mettere a repentaglio la qualità del materiale trasportato, ci si aspetta che il magazziniere sia addestrato ad avvisare il suo supervisore e/o il QA, perché non è escluso che la merce possa anche tornare indietro. Se invece è già scaricata e l’automezzo è già andato via, il problema diventa dell’azienda. 

Posizionamento delle merci nel magazzino

Continuando il nostro audit orizzontale, seguiamo il flusso del materiale dopo lo scarico. È un momento cruciale, perché ci svela il grado di modernità e sviluppo dell’azienda. Quel che ci aspettiamo è che il materiale, temporaneamente conservato in un’area di quarantena, sia caricato/registrato nel gestionale aziendale (ERP, cioè Enterprise Resource Planning) e sia conseguentemente identificato con etichette, prima di essere collocato nelle locazioni di destinazione. Che scenari possiamo trovarci di fronte? 

  1. L’azienda possiede un ERP moderno e convalidato, che gestisce il caricamento della merce a sistema, la generazione delle etichette identificative, la locazione negli scaffali e lo status del materiale. Questo è ovviamente il miglior scenario che si possa trovare. Il magazzino con ogni probabilità sarà estremamente ordinato, le merci saranno posizionate in maniera stocastica, ma la locazione e lo status sono affidabilmente conservati nell’ERP convalidato; 
  1. L’azienda possiede un ERP, ma non ha fiducia sul suo stato di convalida. Viene quindi utilizzato per il caricamento della merce a sistema e la generazione delle etichette, ma il posizionamento e soprattutto lo status sono gestiti con sistemi più basic: etichette gialle per la quarantena, etichette verdi per l’approvato… ovviamente siamo meno contenti rispetto al primo caso, ma sfidiamo il sistema per vedere se, anche se parzialmente gestito in maniera manuale, offre un’adeguata assicurazione in termini di frammischiamento, identificazione, assegnazione dello status corretto; 
  1. L’azienda non possiede un ERP, e tutto è gestito su registri cartacei, dove vengono riportati i carichi, gli scarichi e le movimentazioni delle merci. Questi sistemi sono spesso supportati da cartelli applicati sugli scaffali che evidenziano il codice/lotto della merce, la quantità inizialmente caricata e i successivi scarichi e/o rientri dalla produzione. Immagino che nessuno si aspetti di trovare sistemi del genere, soprattutto in Italia e in Europa.
    La mia esperienza personale è che nel 100% delle aziende chimico-farmaceutiche che ho auditato in Cina, aziende per altri versi tecnologicamente molto sviluppate, ho trovato esattamente questa situazione. 

Il caso 3 può essere accettabile per industrie chimico-farmaceutiche di bassa complessità (pochi prodotti, magazzino piccolo) – previa sfida del sistema – ma difficilmente può essere accettabile in un’industria farmaceutica.

Molto più frequentemente si trovano situazioni ibride di sistemi convalidati utilizzati in congiunzione alle etichette gialle/verdi, e magari dedicando anche parti del magazzino specificamente a merce in stato di quarantena o in stato di approvato.
Spesso le situazioni di transizione diventano quelle definitive… e a volte manca il coraggio di confidare completamente in un ERP moderno, dotato di lettori di codici a barre, che non necessita di nessun supporto “semaforico” e di intervento umano per assicurare la perfetta tracciatura GMP delle movimentazioni e dei cambi di status delle merci. 

Pest control

Visto che siamo comunque vicini all’entrata delle merci, guardiamo subito un punto importante: il controllo dei “pest”. Ci si deve attendere la presenza di trappole per insetti striscianti e volanti, e per roditori.
Tutte le trappole devono essere identificate e riportate in uno specifico layout.

Il servizio di Pest Control è quasi sempre appaltato ad aziende esterne specializzate. In questo caso, bisogna verificare che vi sia un contratto tra l’azienda e il contractor, che siano ben specificate le responsabilità, che siano riportate le frequenze di controllo e sostituzione delle trappole e che vi sia una revisione almeno annuale della situazione, in modo da verificare se il numero e la posizione delle trappole sia sufficiente (si presuppone che esista un documento di Risk Analysis che definisca il primo posizionamento delle trappole, eventualmente modificato sulla base di interventi successivi).

Mi raccomando di non trascurare il controllo dell’entrata di insetti o altri piccoli animali nell’azienda e di osservare attentamente la robustezza del Pest Control in uso, soprattutto se al magazzino si affacciano reparti produttivi.
Contaminazioni biologiche, soprattutto nei mesi caldi ed in prossimità di zone verdi, sono più frequenti di quanto ci si immagini e possono comportare grossi problemi qualitativi e potenzialmente l’interdizione all’uso di interi reparti fino a risoluzione.


Non perderti la seconda parte del nostro articolo. Lo trovi online la prossima settimana!

qc pharma day

QC Pharma Day 2020

A chi si rivolge

Quality Systems ha il piacere di presentare la IV edizione del QC PHARMA DAY, una giornata interamente dedicata al Quality Control chimico per fare il punto sui temi caldi del momento e confrontarsi con i colleghi.

Programma

Dopo il grande successo delle prime edizioni, l’ 8 ottobre 2020 torna il QC Pharma Day: una giornata di grande utilità per quanti vogliono approfondire gli argomenti proposti e che rappresenta un punto di riferimento per le aziende farmaceutiche e chimico-farmaceutiche.

I dati generati nel Laboratorio QC  farmaceutico o API sono usati spesso per sostenere decisioni critiche che interessano la qualità del prodotto e la sua conformità alle normative in vigore.
Considerati i molteplici aspetti delle attività di laboratorio, il bagaglio di conoscenze richieste ai Responsabili del Laboratorio QC chimico è ampio, poichè deve comprendere sia conoscenze tecniche specifiche che competenze regolatorie.

La giornata è dedicata alle ultime novità normative e alle più avanzate tecniche del settore, oltre che alle buone pratiche del Laboratorio QC, affinchè i Responsabili QC possano assicurare il mantenimento di un efficace Sistema di Qualità.

Agenda

09:00 – 09:15: Registrazione dei partecipanti

SESSIONE MATTINO

09:15 – 09:30: Saluti e ringraziamenti
09:30 – 10:30: Audit Trail Review dei sistemi computerizzati di Laboratorio
10:30 – 10:50: Sponsor Time
10:50 – 11:20: Coffee break presso l’area espositiva
11:30 – 12.30: Audit efficace al Laboratorio QC
12:30 – 12:50: Sponsor Time
13:00 – 14:15: Finger Lunch presso l’area espositiva

SESSIONE POMERIGGIO

14:15 – 15:30: Soft skill per i QC Manager: leadership e gestione del team
15:30 – 16:00: Coffee break presso l’area espositiva
16:00 – 17:00: Human Error nel Laboratorio QC
17:00 – 17:30: Chiusura dei lavori e saluti

Sponsor e media partner

COVID-19: gli audit da remoto sono un’opzione valida?

Uno dei compiti richiesti dalle GMP è qualificare i fornitori e i contract acceptor.
Parte fondamentale di tale processo di qualifica è l’esecuzione di audit in loco.
A causa dell’emergenza legata al COVID-19, l’audit presenta un rischio potenziale per tutte le persone coinvolte e non è consentita a causa delle restrizioni sugli spostamenti.

Se non è possibile svolgere un audit on site, il processo di qualifica di un fornitore può avvenire con un audit da remoto basato sul rischio.
Tale audit può essere condotto attraverso mail, videochiamate o altri strumenti permettendo all’auditor di condurre l’ispezione senza spostarsi da casa o dall’ufficio.

Sicuramente il vantaggio degli audit on site è rappresentato dal giro nelle aree produttive, nei magazzini e nei laboratori. Tuttavia si perde molto tempo a parlare con il personale, ad ascoltare spiegazioni e a controllore documenti: tutte cose che si possono fare anche da remoto.

Cosa ne pensano le Autorità?

Quando sono state scritte linee guida e regolamenti, nessuno ha pensato a una situazione come una pandemia.
Tuttavia alcune regole sul processo di auditing sono abbastanza chiare, ad esempio:

Article 8 of EU-Directive 2001/83/EC
La domanda di un titolare AIC deve essere accompagnata da una “written confirmation that the manufacturer of the medicinal product has verified compliance of the manufacturer of the active substance with principles and guidelines of good manufacturing practice by conducting audits.”

EU-GMP Guidelines Annex 16
1.7.3 “All audits of sites involved in the manufacture and the testing of the medicinal products and in the manufacture of the active substance have been carried out and that the audit reports are available to the QP performing the certification.”

2.2 (vi) “Repeated audits should be performed in accordance with the principles of Quality Risk Management.”

MHRA ha recentemente affermato che si concentrerà sulla continuità del servizio utilizzando approcci alternativi quali l’audit da remoto e la condivisione di informazioni con il network regolatorio internazionale.

MHRA riconosce che le “organisations working in the manufacturing and supply of medicines may also need to adapt their procedures to maintain supply chain vigilance and supplier oversight as audits become difficult to schedule“.

Prima della crisi, anche la PIC/S aveva iniziato a sviluppare un documento orientativo sull’affidabilità delle ispezioni GMP. Lo scopo è aiutare le Autorità competenti a dare priorità alle risorse per le ispezioni.
Il documento introduce un processo per le valutazioni da remoto dei siti in Paesi Terzi. Si tratta di una guida non vincolante per le Autorità partecipanti a ICMRA e PIC/S.
Tuttavia il processo serve anche da modello per una qualifica dei fornitori basata sul rischio e per le attività di audit.

Conclusione

Si raccomanda a tutte le aziende di documentare la valutazione del rischio intrapresa e il risultato ottenuto con un approccio di audit da remoto.
Nella valutazione si dovranno includere anche le attività in programma una volta che le attuali restrizioni saranno rimosse per garantire la ripresa tempestiva degli audit in loco.


Fonte

EU-Directive 2001/83/EC

EU GMP Annex 16

ICH Q9

Pubblicato in bozza il nuovo Annex 21 sull’importazione dei medicinali

Il 20 marzo è stato pubblicato in bozza il un nuovo Annex 21 delle EU-GMP intitolato “Importazione di medicinali“.

Il “Concept Paper” era già stato pubblicato da EMA a maggio 2015 (EMA / 238299/2015) e la fase di consultazione si era conclusa nell’agosto dello stesso anno.
La prima bozza dell’Annex è stata pubblicata nel 2016 e da allora non era stata rilasciata più alcuna revisione.

L’Annex 21 si rivolge ai titolari di autorizzazioni di produzione e importazione che importano medicinali per uso umano o veterinario da Paesi Terzi.
Il documento non copre i prodotti che non dispongono di un’autorizzazione all’immissione in commercio nell’UE/SEE e che sono riesportati direttamente.

Il documento disciplina:

  • Trasferimento fisico da un Paese Terzo all’UE
  • Certificazione della QP
  • Requisiti per attrezzature e strutture
  • Documentazione richiesta
  • Requisiti GMP per produttori ed esportatori in Paesi Terzi
  • Qualifiche e audit di responsabilità di aziende importatrici e QP
  • Test sui prodotti importati
  • Contratti tra aziende e persone coinvolte nell’importazione

La fase di consultazione si concluderà il 20 giugno 2020. Non è ancora stata definita una dead line per l’entrata in vigore.


Fonte

EU GMP Annex 21 (draft 2020)

Come rispondere a 483 e Warning Letter

Che tu faccia parte di un’azienda che produce farmaci, API o dispositivi medici in classe II o III, se vendi sul mercato americano avrai ricevuto un’ispezione FDA e quindi una 483 o una Warning Letter.

E’ fondamentale comprendere le differenze tra queste due comunicazioni per poter rispondere nel modo adeguato all’Autorità.

Dopo l’ispezione

Dopo l’ispezione FDA, probabilmente riceverai una 483. Questo non significa che FDA ti invierà anche una Warning Letter.
Si, perchè la decisione di inviarti o meno una Warning Letter non dipende dall’ispettore che ha visitato la tua azienda ma dall’Office of Compliance di FDA.
FDA infatti opera secondo un processo di escalation.

L’ispettore assegna le 483, se le osservazioni sono significative o la risposta non è adatta, allora è possibile che ti verrà inviata una Warning Letter.
Considera la 483 come un avvertimento che qualcosa nei tuoi processi interni non funziona come dovrebbe e necessita quindi di un riesame.

Dunque le 483 sono da prendere molto sul serio ed è fondamentale rispondere in modo adeguato.

Una 483 è un’osservazione su qualcosa che FDA considera significativo relativamente a un problema o a un potenziale problema osservato durante un’ispezione. Può riguardare la struttura, le attrezzature, i processi, i controlli, i prodotti, le attività o i record del personale.

L’ispettore e l’Ufficio Distrettuale della FDA saranno i primi a leggere ed esaminare la tua risposta che passerà poi ai funzionari della sede centrale di FDA. Saranno loro a valutare l’adeguatezza delle misure intraprese dalla tua azienda e delle azioni proposte. E quindi valutare se inviare una Warning Letter.

Una Warning Letter è una notifica formale della FDA che identifica gravi violazioni normative. Una Warning Letter viene emessa da più alti funzionari FDA dopo aver esaminato il rapporto di un ispettore e la risposta dell’azienda a una 483.
La Warning Letter è considerata un’escalation dell’osservazione 483.

La risposta a una 483

Per essere persuasiva, la tua risposta deve contenere descrizioni chiare, concrete e ben supportate di eventi, sistemi, procedure e dati pertinenti per ciascuna osservazione.

FDA, leggendo la tua risposta, vuole capire perché i prodotti, soggetti a 483 e ancora sul mercato, sono e rimangono sicuri ed efficaci. Per questo è prima di tutto necessario valutare se i problemi alla base delle 483 hanno un impatto negativo sulla sicurezza o l’efficacia dei prodotti in questione.

  • Se la valutazione ha esito positivo, tale impatto deve essere comunicato prontamente all’Autorità.
  • Se questa valutazione non è stata ancora completata, la risposta alla 483 dovrebbe indicare per quando è previsto l’esito della valutazione.

Devi quindi assicurarti che la risposta alla 483 risponda alle osservazioni dell’ispettore, sia facile da seguire e non lasci dubbi su come e cosa farai per risolvere i problemi.

Se contestate un’osservazione 483 e portate prove oggettive a supporto, è opportuno che la vostra risposta lo sottolinei.
Qualunque sia la tua conclusione sull’osservazione, la risposta non deve ignorare quanto evidenziato da FDA ma fornire i fatti e le spiegazioni necessari a spiegare perché l’osservazione non è ritenuta adeguata.

Ti suggeriamo di supportare le tue affermazioni con fatti e dati. Asserzioni non supportate e inspiegabili non hanno alcun valore per l’analisi della risposta da parte di FDA.

Definire un piano di azione

Definisci un elenco delle azioni che saranno o sono state realizzate per ciascuna osservazione FDA e fornisci un esempio specifico.

Di seguito sono riportati esempi tipici di azioni che rispondono alle osservazioni di FDA.

  • Valutare l’impatto sul prodotto
  • Rimuovere il prodotto dal mercato
  • Fornire procedure al personale
  • Condurre training e documentarne l’efficacia
  • Condurre audit interni, gap analysis e intraprendere le successive azioni necessarie
  • Aprire un CAPA Plan e condurre una root cause analysis
  • Fornire copia di documenti e record
  • Convalidare i processi

La politica di FDA prevede che le osservazioni siano classificate ed elencate all’azienda in ordine di importanza. Tienilo presente nel pianificare il tuo piano di azione e assegnare le date di completamento a ciascuna attività.

Struttura della risposta

Struttura la tua risposta in modo che sia facile da capire.
Ecco un esempio di come strutturare la tua risposta:

  • Cover letter
  • Corpo della risposta
  • Lista degli allegati
  • Tabella delle azioni

COVER LETTER

La cover letter deve prevedere:

  • Motivo della lettera
  • Definizioni di termini usati nella risposta
  • Discussione dell’impegno del management nella risoluzione dei problemi identificati dalla 483 e/o dalla Warning Letter
  • Esame di eventuali problemi relativi alle responsabilità del management
  • Richiesta di un meeting con FDA se le osservazioni riguardano problemi sistemici o mettono a rischio la salute del paziente o la qualità del prodotto
  • Identificazione di eventuali punti con cui sei in disaccordo
  • Presentazione delle parti seguenti della risposta

Ricordati di scrivere che la cover letter e la risposta sono confidenziali, definisci una timeline per le risposte e chiudi con i dettagli di contatto.
Il firmatario della risposta è di norma la Persona Responsabile del sito.

APPENDICE 1: CORPO DELLA RISPOSTA

Il paragrafo iniziale dell’appendice 1 deve spiegare le azioni completate e pianificate che la società ha intrapreso o desidera intraprendere in risposta alle osservazioni FDA.
Fornisci una spiegazione delle osservazioni e delle risposte dell’azienda.
Elenca parola per parola ogni osservazione FDA prima di dare la tua risposta.
Assicurati di rispondere prima all’affermazione generale, quindi all’esempio specifico.

Lo scopo della tua risposta è dimostrare che stai prendendo sul serio le osservazioni e che la tua azienda sta mettendo in atto le misure necessarie a risolvere i problemi in modo tempestivo.

È consigliabile separare le azioni già completate da quelle pianificate.

La risposta dovrebbe contenere almeno:

  • Correzioni sistemiche
  • Azioni correttive per casi specifici
  • Misure adottate per identificare, esaminare e correggere eventuali altri problemi simili non specificatamente individuati da FDA.
  • Tutte le azioni intraprese che incidono sul prodotto. Se non vi è alcun impatto, descrivere come è stato determinato.
  • Eventuali correzioni temporanee o misure adottate per garantire la conformità fino a quando non saranno possibili correzioni permanenti.
  • Timeline realistica
  • Allegati (documenti o record) che dimostrano che le azioni intraprese sono state effettivamente implementate (copie delle procedure aggiornate, copia dei dati raccolti, rapporti ecc.).
  • Se non sei d’accordo con un’osservazione, fornisci prove oggettive.

APPENDICE 2: LISTA DEGLI ALLEGATI

Per la lista degli allegati usa una tabella che comprenda il numero dell’allegato, il titolo/descrizione e il numero di pagine.

FDA_483_List_of_Attachments
Esempio di tabella degli allegati

Prima di inviare la risposta verifica la corretta corrispondenza tra il numero di allegato in tabella e quando scritto in appendice 1.

APPENDICE 3: TABELLA DELLE AZIONI

Per l’appendice 3 usa una tabella che contenga il numero di ciascuna osservazione e una breve descrizione delle azioni completate o pianificate.

Dato che dovrai fornire risposte aggiornate ad FDA ad intervalli predefiniti, questa appendice dovrebbe sempre contenere tutte le azioni completate.
La tabella è uno strumento utile non solo per FDA ma anche per fornire una cronologia al personale aziendale da presentare durante l’ispezione di follow-up.

FDA_483_Table_of_Actions
Esempio di tabella delle azioni

Nella colonna planned segna la data entro cui eseguire l’azione o chiudere la CAPA corrispondente.

Conclusioni

Tutti gli step descritti si applicano sia alle risposte alle 483 sia alle risposte alle Warning Letter.

Dunque, ricordati di prendere seriamente le 483 e di fornire una risposta esaustiva ed adeguata per ridurre il rischio di ricevere una Warning Letter da FDA.

Ti consigliamo di strutturare la tua risposta in modo che sia chiara, leggibile e facilmente comprensibile per chi la leggerà. Quello proposto è solo un esempio del modello che potresti seguire.
Ricordati anche di fornire all’Autorità aggiornamenti periodici sulla risoluzione dei problemi riscontrati. E soprattutto rispetta la timeline fornita ad FDA o giustifica razionalmente ogni ritardo.


Risorse utili

Elenco delle Warning Letter inviate da FDA nel 2019

Elenco delle Warning Letter inviate da FDA nel 2020

FAQ FDA 483

Archivi delle 483 dal 2006 al 2019

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