Equipment easy to clean: la guida di ECA Foundation

Equipment easy to clean” (“Apparecchiatura facile da pulire”) è uno dei requisiti cardine delle apparecchiature per la produzione farmaceutica, che si trova in quasi tutti i documenti GMP normativi di tutti i Paesi ed autorità. Ma cosa vuol dire? Purtroppo, non esiste una regola applicabile che definisca tutti gli aspetti di una progettazione di apparecchiature conformi a GMP o che mostri i requisiti in dettaglio.

GMP EQUIPMENT DESIGN GUIDE

A giugno 2023, la ECA Foundation ha pubblicato, a tale scopo, la versione 1.1 del documento “GMP Equipment Design Guide”: una guida, redatta da una Task Force di tecnologi ed ingegneri farmaceutici, che supporta le aziende per la progettazione delle apparecchiature (e non solo) per essere “in conformità alle GMP”.

Il principio di “easy to clean” può essere riassunto in due grandi caratteristiche che dovrebbe preferibilmente avere l’equipment:

  • Superfici lisce
  • Aree facilmente accessibili

SUPERFICI LISCE

Superfici rugose (graffiate, rovinate) o punti di tenuta (come spazi tra le guarnizioni o tra due punti sigillati) possono nascondere al loro interno residui di prodotto, che possono inquinare gradualmente prodotti successivi dando luogo alle cosiddette contaminazioni crociate (Cross- contamination). Oltre a questi, anche i batteri potrebbero non essere completamente rimossi né con la pulizia né con la disinfezione, rischiandone una moltiplicazione tale da significare una contaminazione microbica del prodotto successivamente lavorato.
0,8 μm è il valore generalmente accettato per la rugosità superficiale delle superfici degli equipment ma, a seconda del processo, sono giustificabili anche valori maggiori.

AREE FACILMENTE ACCESSIBILI

Aree difficilmente accessibili, chiamate “dead legs”, sono quelle aree dell’apparecchiatura che possono non essere raggiunte dal detergente o dove c’è meno flusso di acqua di lavaggio o dove l’acqua di lavaggio può ristagnare: sono quindi più difficili da pulire, con rischio sia di contaminazione microbica che chimica. Queste zone delle apparecchiature devono essere evitate in fase di progettazione.

QUALITY RISK MANAGEMENT

Non ci sono regole precise per un corretto design di un equipment e dell’ambiente circostante (pareti, soffitti, pavimenti), perché ogni processo di produzione farmaceutica è diverso e prevede necessità differenti ed attrezzature differenti.

Il primo passo che ogni azienda deve fare è effettuare un’analisi del rischio (secondo ICH Q9) che tenga in considerazione la conoscenza del prodotto. Prodotti liquidi presenteranno ad esempio rischi di contaminazione microbica maggiori rispetti a prodotti solidi, questi ultimi, per contro, potrebbero presentare un rischio di contaminazione crociata (trasferimento nel prodotto successivo) maggiore. L’output del Risk Assessment può portare ad individuare le criticità delle attrezzature, dei processi e la Risk Reduction può basarsi sull’aumentare la probabilità di rilevamento (ad esempio aumentando i controlli in-process) o riducendo la probabilità di accadimento (ad esempio migliorando il processo produttivo).

COSA DEVE ESSERE VALUTATO

Il documento redatto dalla ECA Foundation costituisce una road map che guida le aziende nella progettazione delle apparecchiature, fornendo spunti per la valutazione di:

  • Materiale di costruzione
  • Metodi di trattamento delle superfici
  • Aspetti igienici
  • Dreanability
  • Accessibility
  • Trasparenze
  • Angoli
  • Superfici orizzontali
  • Tubazioni e raccordi
  • Clean room
  • Apparecchiature per controlli di processo

CLEANING VALIDATION: SAMPLING POINT

Quando si valida una procedura di pulizia di un equipment, si devono scegliere dei punti di campionamento rappresentativi di superfici a contatto con il prodotto (se necessario anche indirettamente o non a contatto con il prodotto). La scelta di questi punti deve essere supportata da un razionale che tenga conto anche della pulibilità dell’equipment, in modo da individuare le aree worst case ed effettuare una validazione efficace.

A cura della Dr.ssa Martina Ugolini, GxP Compliance Expert Adeodata S.r.l.