Nuova bozza FDA: controllo microbiologico di farmaci non sterili

Il 30 Settembre FDA ha pubblicato la bozza di una nuova linea guida che intende aiutare i produttori di farmaci non sterili (NSD, Non-Sterile Drugs) in merito al controllo microbiologico.
Il testo parla sia di prodotti non sterili in forma solida, liquida o semiliquida (creme, lozioni e tamponi topici), sia di sospensioni e soluzioni orali. Sono inclusi farmaci da banco o soggetti a prescrizione ed anche farmaci di nuova approvazione.

Risk assessment e controllo microbiologico

Lo scopo delle raccomandazioni in questo documento è quello di assistere i produttori farmaceutici nell’ottenere la compliance con le cGMP.
A tal fine, la bozza affronta risk assessment e considerazioni sullo sviluppo dei prodotti. Discute inoltre specifiche questioni relative alle cGMP che sono particolarmente rilevanti per il controllo microbiologico nella produzione dei farmaci non sterili.

Il documento include tra le tematiche discusse sia il risk assessment generale sia specifico per il rischio di contaminazione con microrganismi indesiderati. L’intento principale è di assistere i produttori al momento di stabilire appropriate specifiche e controlli di produzione, con l’obiettivo di prevenire contaminazioni di questo tipo ed assicurare la sicurezza, la qualità, la purezza, l’identità e l’efficacia dei prodotti.

Come implementare l’approccio della nuova bozza?

Per i farmaci di nuova approvazione (NDA e ANDA), ci sono spiegazioni dettagliate sulle modalità in cui presentare questi controlli nelle richieste d’approvazione all’Autorità. Il testo chiarisce anche come vadano riportati i cambiamenti delle specifiche microbiologiche e dei programmi di test.

Il documento include anche dei case-study per meglio illustrare come si possa implementare un’identificazione ed assessment di rischio ed una corrispondente strategia di controllo. Tra gli esempi si menzionano episodi in cui la BCC (Burkholderia cepacia complex) e altri microrganismi contaminarono prodotti non sterili e causarono dei FAER (FDA Adverse Event Report) o dei richiami del farmaco.

La nuova linea guida riflette proprio le esperienze provenienti dai FAER e dai richiami dovuti a contaminazioni.
Dal 2014 al 2017, FDA ha registrato 197 FAER legati a contaminazioni causate da funghi o batteri, 32 dei quali sono classificati come gravi (“serious adverse event”). Dal momento che le segnalazioni sono volontarie, FDA presume che il numero di casi mai riportati sia in realtà molto più alto.

La bozza della nuova linea guida, liberamente consultabile, è aperta ai commenti fino al 29 Novembre 2021.


Fonte:

Field Alert Reports: FDA pubblica la versione definitiva del Q&A

FDA ha recentemente ultimato le linee guida sulle aspettative per l’invio di Field Alert Reports (FARs) riguardanti farmaci potenzialmente non conformi.
Il documento finale sostituisce la bozza pubblicata nel Luglio 2018.

Il contesto

FDA richiede di inviare i FAR entro tre giorni lavorativi dal momento in cui si ha notizia che un farmaco o la sua etichetta possano essere confusi con un altro prodotto. Inoltre, occorre inviare dei FAR anche quando vengono notate contaminazioni microbiche, deterioramenti non trascurabili o cambiamenti fisico-chimici nel prodotto distribuito, oppure una qualsiasi difformità del lotto rispetto alle specifiche. Questo requisito si applica sia ai nuovi prodotti approvati mediante una NDA (New Drug Application) sia a quelli approvati come farmaci generici – inclusi i prodotti combinati farmaco-dispositivo.
I produttori devono inviare un FAR anche se la causa ultima del problema di un farmaco in distribuzione viene individuata entro quei tre giorni lavorativi.

Domande e Risposte

Cosa sono i Field Alert Reports e cosa innesca il loro invio?

Secondo FDA, i FAR fanno parte di un primo sistema di allerta per proteggere la salute dei pazienti.

L’invio di FAR dovrebbe essere compiuto utilizzando il Form FDA 3331a. In questo form, il termine problem si riferisce all’incidente o al problema di qualità (presente o potenziale) oggetto del FAR.

Beninteso, non accade che una qualsiasi lamentela dei consumatori produca immediatamente un FAR. Lamentele di questo tipo ricevono una valutazione entro tre giorni lavorativi per determinare se le informazioni contenute nel reclamo soddisfano i criteri dei FAR.

Qual è la differenza tra FAR iniziale, finale e di follow-up?

Quando viene rilevato un problem, il primo FAR inviato a riguardo viene definito iniziale. Tuttavia, FDA raccomanda d’inviare nuovi FAR (detti di follow-up) all’acquisizione d’ogni nuova informazione rilevante: tipicamente, ciò avviene a seguito di indagini o analisi avviate dopo il manifestarsi del problema.

In caso venga identificata la causa ultima del problem e vengano indicate le azioni correttive prese (o pianificate), si può procedere all’invio di un ultimo FAR (chiamato finale) che “chiude” il FAR iniziale.

FAR di follow-up e finali sono consigliabili ma non obbligatori. In particolar modo, FDA usa le informazioni contenute in questi FAR per valutare l’entità del problema, il rischio per la salute pubblica, lo status e l’adeguatezza delle misure di correzione. Queste informazioni possono anche rendere necessarie delle ispezioni o altre attività di sorveglianza.

A chi tocca inviare i Field Alert Reports?

Sono i richiedenti di NDA e ANDA (Abbreviated New Drug Applications) a dover inviare i FAR.

Se esiste un legame contrattuale con altre persone o entità per le attività di produzione, immagazzinamento, confezionamento, etichettatura o distribuzione, l’invio del FAR ricade comunque sui richiedenti e la sua scadenza rimane comunque di tre giorni lavorativi.
Gli accordi con le entità contraenti dovrebbero fissare una procedura per assicurare che l’invio dei FAR avvenga come richiesto.

Quand’è il momento giusto per inviare un FAR?

FDA considera lavorativi i giorni da Lunedì a Venerdì, escluse le giornate di vacanza decise dal governo federale U.S. Per esempio, se si individuano delle informazioni che rientrano nei parametri richiesti da un FAR durante un Venerdì (Giorno 0), il Giorno 1 è il primo giorno lavorativo dopo l’individuazione del problema (quindi Lunedì) e occorre inviare un FAR non oltre Mercoledì (Giorno 3).

Questo intervallo di tempo vale indipendentemente dal luogo o dalle circostanze in cui viene identificato il problem. Per esempio, se un prodotto è riconosciuto non sterile in un laboratorio esterno a contratto, quel giorno è comunque considerato il Giorno 0.

Il mancato invio di un FAR entro il periodo indicato è una violazione delle normative statunitensi. FDA può citarlo all’interno di una 483, oppure procedere direttamente ad una regulatory action.

Come invio un FAR?

FDA raccomanda l’uso del Form 3331a per inviare i FAR in formato elettronico. Questa modalità consente di velocizzare il processo di revisione da parte dell’agenzia.

Il Form elettronico fa anche sì che il FAR giunga immediatamente agli uffici di competenza, ovvero il CDER (Center for Drug Evaluation and Research) e l’ufficio distrettuale FDA.

E’ comunque possibile inviare un FAR con altre modalità (es. cartacea).


Fonte:

Cleaning validation: quali sono le aspettative di FDA?

Dal momento che le GMP non sono sempre specifiche, spesso è utile avere una guida concreta alla loro applicazione. In una recente Warning Letter, l’FDA ha specificato i propri requisiti per la cleaning validation. Che cosa richiedono esattamente?

Nella lettera, l’FDA ha mosso critiche ad un produttore di API perché mancava di adeguate procedure scritte per la pulizia dei macchinari di produzione oltre che delle prove documentate dell’esecuzione delle procedure di pulizia. Inoltre il produttore utilizzava detergenti non adatti per la pulizia di cappe, strumenti e bilance e non aveva condotto alcuno studio a verifica dell’efficacia della pulizia.
L’agenzia ha richiesto un risk assessment riguardo le attività di pulizia condotte in passato e i loro effetti sulla qualità del prodotto. In aggiunta a ciò, ha richiesto un piano completo di cleaning validation che comprenda:

  • la strategia
  • i protocolli
  • le procedure
  • la cronologia delle attività

Tutto questo è sufficiente?

In realtà no: l’FDA richiede comunque un programma di cleaning validation con un’enfasi particolare sui worst case. Secondo la Warning Letter, come minimo dovrebbero essere prese in considerazione le seguenti situazioni:

  • Prodotti farmaceutici di tossicità superiore
  • Prodotti farmaceutici di potenza superiore
  • Prodotti farmaceutici con minore solubilità nei solventi usati come detergenti
  • Prodotti farmaceutici difficilmente pulibili
  • Campionamento nelle aree più difficili da pulire
  • Massimo holding time prima della pulizia

Infine, l’FDA richiede un elenco di tutte le SOP – aggiornate – che garantiscano l’esistenza di un programma di verifica e di convalida delle procedure di pulizia per i prodotti, i processi e la strumentazione usata.


Fonte:

Warning Letter di FDA a Syntec Pharma Corp – 6 Luglio 2021

Nitrosammine: FDA respinge la proroga per i risk assessment

La Guidance for Industry dell’FDA “Control of Nitrosamine Impurities in Human Drugs” del Settembre 2020 (aggiornata a febbraio 2021) regola la gestione delle impurezze da nitrosammine in prodotti farmaceutici destinati all’uso su esseri umani.
La scadenza originaria per la consegna del risk assessment di medicinali autorizzati già presenti sul mercato, ovvero 6 mesi dalla pubblicazione di queste Linee Guida (quindi il 1° Marzo 2021) era stata inizialmente estesa di 4 settimane (al 31 Marzo 2021) in seguito a pressioni provenienti dalle imprese del settore.

In un incontro del 4 Maggio 2021 (memorandum emesso il 19 Luglio 2021) tra l’FDA e i rappresentanti delle associazioni delle imprese (Association for Accessible Medicines, MAA; Consumer Healthcare Products Association, CHPA; and Pharmaceutical Research and Manufacturers of America, PhRMA), il focus della discussione era stato un ulteriore rinvio di questa scadenza. I rappresentanti di settore avevano menzionato il maggior tempo richiesto per portare a termine i risk assessments entro la scadenza. Avevano inoltre indicato come ciò avrebbe, tra le altre cose, impegnato risorse necessarie allo sviluppo di medicinali relativi a terapie per il Covid 19.
Ciò che chiedevano era una proroga della scadenza per la consegna dei risk assessments al 1° Settembre 2021. In particolar modo, avevano sostenuto questa richiesta con i seguenti argomenti:

Differenze tra i requisiti normativi per le nitrosammine

  • Il requisito che un prodotto sia testato per le nitrosammine e che venga presentata un’analisi di rischio non è armonizzato a livello globale. Per esempio, questo requisito esiste verso i prodotti da banco per uso orale negli USA, ma non in Europa o in Canada.
  • Tutto ciò richiede una quantità di tempo e risorse tale da rallentare la produzione di farmaci generici low-cost per il mercato statunitense – mercato che da solo rappresenta il 90% dei farmaci soggetti a prescrizione – fino ad arrivare, nel peggiore dei casi, al formarsi di rallentamenti o di carenze nelle forniture.
  • I ritardi nell’ottenere informazioni sulle sostanze ausiliarie (solventi, catalizzatori etc.) da parte dei produttori e dei fornitori di API, materie prime ed eccipienti, rende virtualmente impossibile rispettare questa scadenza. Lo stesso vale per il lungo e talvolta complicato processo di testing di una così vasta quantità di sostanze.

Divergenze scientifiche

  • I metodi analitici pubblicati dall’FDA e dalla USP per la determinazione delle impurezze da nitrosammine non sono sempre applicabili. In molti casi, infatti, le interazioni tra l’analita e la matrice possono falsificare i risultati.
  • Esistono studi per determinare e applicare i purge factor nell’ottica di una strategia di controllo e considerati stato dell’arte. Il loro utilizzo consentirebbe di risparmiare moltissimo tempo. Tuttavia, non esiste alcuna regolamentazione né alcuna indicazione da parte di FDA a riguardo.
  • Il limite di 96ng/giorno è fissato per tutti i farmaci: una decisione insolitamente severa verso quelli pensati per un uso di breve o medio periodo. L’approccio less-than-lifetime della Linea Guida ICH M7(R1) sarebbe appropriato a questo scopo (in modo particolare i rappresentanti delle industrie di settore trovavano preoccupante che l’FDA deviasse da principi di quality risk managemenent generalmente accettati e supportati da evidenza scientifica all’interno di diversi documenti di policy).
  • Nelle proprie indicazioni, l’FDA non fornisce alcuna motivazione scientifica per i valori AI indicati nel documento. Manca inoltre una menzione o una raccomandazione di studi per determinare scientificamente valori AI specifici per ciascuna famiglia di nitrosammine.
  • Non sono indicate caratteristiche specifiche per ogni prodotto relative ai valori AI, come invece raccomandato dalla Linea Guida ICH S9 “Non-clinical Evaluation for Anticancer Pharmaceuticals“. L’indicazione dell’FDA non ne contiene alcun riferimento e non esiste nemmeno alcun documento di policy corrispondente su questo tema.

Gli argomenti dei rappresentanti del settore non hanno convinto l’FDA, la quale ha rifiutato la proroga della scadenza con questa motivazione:

In passato, è già accaduto che l’FDA facesse concessioni ai produttori che avevano rilevato nitrosammine nei loro prodotti al di sopra dei valori AI. Questa flessibilità da parte dell’FDA ha permesso la vendita ininterrotta di nuovi lotti in modo da ridurre il rischio di una carenza di risorse. Si continuerà a condurre una valutazione rischi-benefici caso per caso per ogni prodotto farmaceutico, in stretta collaborazione con i produttori.


Fonte

Memorandum of Meeting with AAM CHPA and PhRMA

FDA: linea guida per l’etichettatura dell’UDI

FDA ha pubblicato la tanto attesa linea guida sui requisiti di forma e contenuto per l’etichettatura UDI (Unique Device Identifier), che sostituisce la bozza del 2016.

La linea guida comprende le raccomandazioni di FDA per aiutare gli etichettatori di dispositivi medici e le agenzie accreditate FDA che rilasciano UDI, a garantire che i loro sforzi siano in compliance con le regole stabilite dall’Agenzia nel 2013. La versione finale del documento non differisce molto dalla sua bozza tuttavia include una sezione che chiarisce i requisiti di etichettatura UDI e le raccomandazioni per gli stand-alone medical software/software as a medical device.

La guida finale presenta i seguenti requisiti:

  • Le informazioni UDI devono essere presentate in due forme sulle etichette e sulla confezione del dispositivo:
    • testo in chiaro facilmente leggibile per consentire agli operatori sanitari, ai pazienti, alle autorità di regolamentazione e ad altre parti interessate di inserire più facilmente le informazioni UDI nelle cartelle cliniche, nei rapporti FDA e in altri sistemi di dati;
    • tecnologia AIDC (Automatic Identification and Data Capture), che facilita l’acquisizione, la registrazione e il recupero rapidi e precisi dei dati UDI.
  • Il contenuto UDI dovrebbe includere un segmento di identificazione del dispositivo (DI) e un segmento di identificazione della produzione (PI); in alcuni casi, un dispositivo può includere solo un DI.
  • I delimitatori di dati dovrebbero essere utilizzati per identificare elementi di dati specifici all’interno di un dispositivo UDI. L’uso di delimitatori di dati supporta l’uso efficace di entrambi i formati di testo normale e AIDC.
  • I dati UDI presentati in formato testo devono essere presentati come dati DI, seguiti da dati PI (se applicabile).

Requisiti per l’etichettatura UDI di stand-alone software e software as MD (SaMD)

Da è stata emessa la bozza della guida cinque anni fa, i software MD stand-alone/SaMD sono diventati sempre più incorporati nei sistemi di erogazione e gestione dell’assistenza sanitaria, richiedendo ad FDA e ad altri regolatori del mercato dei dispositivi medici di sviluppare nuovi approcci per una supervisione efficace di queste tecnologie. Facendo menzione specifica dell’etichettatura UDI per il software stand-alone nella versione finale della linea guida, si spera di ridurre la confusione degli sviluppatori di software riguardo alla conformità alle normative inizialmente pensate per prodotti più “analogici”.

Tutti i SaMD devono fornire le informazioni UDI tramite istruzioni in testo semplice visualizzate ogni volta che viene avviato il dispositivo o tramite un comando di menu.

La linea guida distingue tra SaMD distribuito/non distribuito in un pacchetto.
Per i software non distribuiti in pacchetti, i produttori devono includere un componente UDI PI che trasmetta, come minimo, il numero di versione corrente del software.
Per i software distribuiti in pacchetti, la guida richiede anche che l’UDI sia incluso sull’etichetta e sulla confezione sia in formato testo normale che in formato AIDC.
I prodotti software la cui etichettatura include informazioni sulla versione del prodotto devono trasmettere tali informazioni tramite UDI PI.

I dispositivi di Classe I e i codici prodotto universali

La linea guida distingue esplicitamente tra UDI e codici universali di prodotto (UPC), che sono codici identificativi per identificare i prodotti venduti nei punti vendita al dettaglio negli Stati Uniti. I produttori di dispositivi di Classe I possono utilizzare gli UPC per soddisfare i requisiti UDI della FDA, a condizione che gli etichettatori dei dispositivi “dispongano di controlli adeguati sull’assegnazione e l’uso di UPC nel rispetto degli obiettivi del sistema UDI“.


Fonte:

Unique Device Identification System: Form and Content of the Unique Device Identifier (UDI) – Guidance for Industry and Food and Drug Administration Staff, July 7, 2021.

leachables

FDA esamina gli scenari per la gestione delle ispezioni nel prossimo futuro

Al momento FDA è parecchio in ritardo con le ispezioni e sta correndo ai ripari. Recentemente è stato pubblicato un documento dal titolo “Resiliency roadmap for FDA inspectional oversight” in cui l’Agenzia fa il punto e descrive in dettaglio le cause del ritardo. Vengono inoltre delineate le attività attuali e future e si esaminano gli scenari possibili in base all’andamento della pandemia.

Background

Negli Stati Uniti FDA ha lo scopo di proteggere la salute pubblica assicurando la sicurezza e l’efficacia dei farmaci ad uso umano e veterinario. Come avviene anche in Italia, l’agenzia si avvale di ispezioni periodiche per svolgere il suo compito di vigilanza. In particolare FDA ispeziona:

  • produttori di farmaci e vaccini ad uso umano e veterinario
  • produttori di dispositivi medici
  • banche del sangue
  • stabilimenti in cui viene processato cibo
  • farmacie che preparano prodotti galenici
  • siti esteri che producono per il mercato americano
  • siti che conducono studi clinici o laboratori che conducono studi su animali e microrganismi

Tutti questi “attori” devono avere un sistema di qualità robusto ed essere in compliance con le GMP per garantire la sicurezza dei prodotti commercializzati.

FDA conduce tre tipi di ispezioni:

  • for-cause: ispezione condotta ogni qualvolta ci sia ragione di credere che il sito abbia problemi di compliance o per investigare un problema specifico a seguito di un reclamo;
  • pre-approval, pre-market, pre-license: condotte come parte del processo che porta un prodotto ad essere autorizzato alla vendita;
  • routine: ispezioni di sorveglianza a cadenza periodica per monitorare la compliance alle GMP.

Ispezioni durante la pandemia

Allo scoppio della pandemia di COVID-19 nel marzo 2020, FDA ha temporaneamente posticipato tutte le ispezioni di routine sia sul territorio nazionale che all’estero per concentrarsi sulle ispezioni prioritarie e mission-critical, ovvero su quelle ispezioni:

  • per la commercializzazione di farmaci che curano patologie gravi o considerati terapie innovative o di medicina rigenerativa
  • legate a prodotti richiamati dal mercato o che hanno avuto eventi avversi significativi
  • per prodotti legati al COVID-19.

In totale nel 2020 sono state condotte 821 ispezioni mission-critical (compresi i prodotti food), di cui 29 all’estero, e 777 ispezioni prioritarie sul territorio americano.

Ma FDA ha anche cercato di utilizzare gli strumenti a sua disposizione per non allentare troppo i controlli e ottimizzare la sorveglianza. A questo scopo sono state messe in atto azioni quali:

  • review di record ed informazioni richieste alle aziende
  • review della storia di compliance aziendale
  • remote assessment
  • condivisione di informazioni con altri partner regolatori nell’ambito di accordi di mutuo riconoscimento
  • test e campionamento di prodotti in arrivo alle frontiere e interni
  • rifiuto di prodotti esteri non sicuri.

Per quanto riguarda le ispezioni pre-approval, queste non sono sempre necessarie ma vengono condotte quando serve un supporto alla decisione di autorizzazione. FDA in questo caso applica l’analisi di rischio per definire se un’ispezione sia o meno necessaria.
Da marzo 2020 sono state condotte 440 ispezioni pre-approval su 13500 richieste di autorizzazione ricevute.

Nel 2020 FDA ha pianificato di condurre 79 attività di follow-up sul territorio nazionale, riuscendo ad effettuarne il 90%. Nel 2021 il programma prevede 164 ispezioni di questo tipo (da gennaio a marzo 2021 ne sono state condotte 49).

Per quanto riguarda le ispezioni di sorveglianza routinaria, FDA prevede di condurne 26250 nel 2021, anche grazie al supporto di altre Agenzie partner.

Gli scenari

Nel documento sono stati ipotizzati tre scenari per riportare le attività FDA ad una condizione normale:

  1. transizione graduale
  2. immediata transizione
  3. mantenimento dello stato di emergenza

Naturalmente sono molti i fattori che influenzeranno il ritorno ad uno stato di normalità, primo tra tutti la possibilità degli ispettori di viaggiare in sicurezza e condurre ispezioni.

Scenario 1
In questo caso le attività tornerebbero gradualmente alla normalità entro fine estate 2021 permettendo lo svolgimento del 14% delle 15514 ispezioni routinarie previste nel 2021.

Scenario 2
Con il rapido ritorno alla normalità, il 27% delle ispezioni previste potrebbe concludersi entro il 2021.

Scenario 3
In questo caso, se lo staff fosse a rischio e persistessero le limitazioni agli spostamenti, FDA continuerebbe a posticipare le ispezioni di routine per concentrarsi sulle attività più critiche.


Fonte

Resiliency Roadmap for FDA Inspectional Oversight

FDA aggiorna la guida Q&A su ispezioni e domande di certificazione/autorizzazione

Dopo la pubblicazione della guida sulle ispezioni interattive da remoto (Remote Interactive Evaluations), FDA ha aggiornato la guida Q&A sulle ispezioni a produzione, supply chain e prodotti medicinali e biologici durante la pandemia di COVID-19 (Manufacturing, Supply Chain, and  Drug and Biological Product  Inspections During COVID-19 Public  Health Emergency Questions and Answers Guidance for Industry).

L’aggiornamento ha chiarito alcune delle azioni da intraprendere nel caso in cui l’agenzia non possa condurre le ispezioni on-site. FDA riconosce che le attività d’ispezione on-site sono “limitate a causa di svariati motivi, tra cui le restrizioni sui viaggi” e “intende continuare ad usare strumenti alternativi, se appropriati, per valutare le strutture“.

La guida spiega cosa FDA intenda per “mission-critical” e come questo possa garantire la qualità dei prodotti importati, nonostante le limitazioni a cui sono soggette le ispezioni.

Le limitazioni alle ispezioni influenzeranno le domande di certificazione/autorizzazione?

FDA ribadisce che utilizzerà tutti gli strumenti e le fonti di informazione a sua disposizione a supporto delle decisioni regolatorie sulle domande di certificazione/autorizzazione, ad esempio:

  • L’assessment sulla qualità di tutte le domande si svolgerà secondo le modalità classiche, utilizzando un approccio risk-based.
  • Verranno utilizzati ulteriori strumenti ove possibile (per la revisione della storia della compliance si possono utilizzare informazioni derivanti da altre agenzie o richiedere registrazioni “in anticipo o al posto di” ispezioni alle strutture).
  • FDA continuerà a lavorare direttamente con i candidati, incoraggiandoli a “rimanere in contatto con tutte le strutture e i siti per garantire una risposta tempestiva ad ogni richiesta“.

E se una domanda include un sito che non può essere ispezionato?

Se FDA non potrà condurre un’ispezione, non invierà automaticamente una lettera di risposta completa (CR) al richiedente. “Le decisioni relative alle domande di certificazione/autorizzazione si baseranno sulla totalità delle informazioni a disposizione di FDA“, incluse le informazioni ottenute dall’uso degli strumenti descritti nella Guida. Successivamente, basandosi sulle informazioni a disposizione, FDA prenderà decisioni come:

  • approvazione della domanda
  • emissione della lettera CR con carenze relative alla struttura o al sito
  • emissione della lettera CR senza carenze relative alla struttura o al sito
  • rinvio dell’azione su una domanda

In che modo FDA intende dare priorità alle ispezioni man mano che le restrizioni di viaggio vengono allentate o revocate?

Le priorità delle ispezioni verranno stabilite attraverso un approccio basato sull’analisi del rischio, che valuta:

  • impatto sulla disponibilità del prodotto per la salute pubblica
  • sicurezza dell’ispettore
  • posizione geografica del sito e restrizioni di viaggio associate

FDA afferma, inoltre, che le domande di certificazione/autorizzazione possono comunque essere presentate se le strutture si trovano in regioni interessate dalle restrizioni di viaggio legate al COVID-19.


Source:

FDA: Remote Interactive Evaluations of Drug Manufacturing and Bioresearch Monitoring Facilities During the COVID-19 Public Health Emergency

promemoria

FDA adotta l’ICH Q12

FDA ha ufficialmente adottato la linea guida ICH Q12 per la gestione dei change post-approvazione. La linea guida completa i già esistenti ICH Q8, Q9, Q10 e Q11 ed è composta dal documento centrale più due annex.

Al momento l’ICH Q12 è in fase di implementazione nelle varie regioni. Tuttavia, specialmente in Europa, è necessaria la revisione delle leggi locali per implementare completamente i concetti della linea guida.

L’ICH Q12

Al fine di assicurare un approccio standardizzato, la linea guida definisce i concetti di:

  • change CMC (chimica, produzione e controlli) post-approvazione
  • condizioni stabilite (EC)
  • protocolli per i change post-approvazione (PACMP)
  • gestione del lifecycle del prodotto (PLCM)

In particolare l’ICH Q12 sottolinea la relazione tra Assessment Regolatorio e ispezione GMP e descrive come vengono identificate le EC e quali informazioni possono essere designate come informazioni di supporto che non richiedono una notifica normativa in caso di modifica.

Gli Annex

Gli esempi presenti nei due annex della linea guida sono esempi fittizzi, a scopo dimostrativo. Suggeriscono come applicare gli strumenti presenti nell’ICH Q12 e descrivono le categorie di segnalazione (anche se queste possono differire da regione a regione in base alla legislazione locale).

L’Annex I contiene esempi per

  • EC per il processo produttivo con range di tolleranza e categorie di segnalazione
  • EC per procedure analitiche
  • Protocolli per i change post-approvazione
  • Documenti per la gestione del lifecycle del prodotto

L’Annex II fornisce un approccio strutturato ai change delle procedure analitiche.

L’implementazione

FDA ha pubblicato due documenti che forniscono maggiori informazioni sull’ICH Q12:

  • Q12 Technical and Regulatory Considerations for Pharmaceutical Product Lifecycle Management Guidance for Industry 
  • Q12 Technical and Regulatory Considerations for Pharmaceutical Product Lifecycle Management Annex

Inoltre l’Agenzia ha recentemente emesso una bozza per aiutare i produttori ad implementare i requisiti dell’ICH Q12.


Fonte

ICH Q12 Technical and regulatory considerations for pharmaceutical product lifecycle management

Q12 Technical and Regulatory Considerations for Pharmaceutical Product Lifecycle Management Guidance for Industry

Q12 Technical and Regulatory Considerations for Pharmaceutical Product Lifecycle Management Annex 

ICH Q12: Implementation Considerations for FDA-Regulated Products

FDA: Nuova linea guida sulle ispezioni da remoto

Recentemente FDA ha pubblicato una nuova linea guida sulle ispezioni interattive da remoto ad aziende farmaceutiche durante la pandemia. Il documento era atteso da tempo e sottolinea due aspetti fondamentali:

  • come vengono richieste da FDA le ispezioni da remoto
  • come sono condotte queste ispezioni.

La linea guida descrive in 13 pagine diversi strumenti interattivi e il loro utilizzo a scopo di ispezione.
FDA utilizzerà metodi e strumenti di gestione del rischio per determinare quando richiedere alle aziende la partecipazione ad un’ispezione da remoto.
Non saranno escluse dalle valutazioni in remoto le ispezioni:

  • pre-approvazione
  • post-approvazione
  • for-cause
  • programmi di monitoraggio di bioricerche.  

L’agenzia tiene a sottolineare che i casi saranno valutati uno per uno, poichè alcune ispezioni potranno essere condotte solo on-site.

Una volta che l’azienda avrà confermato la sua partecipazione all’ispezione da remoto, FDA programmerà una breve riunione virtuale per discutere la logistica, le responsabilità e il campo di applicazione dell’ispezione.

Quando le strutture accettano di partecipare a una valutazione a distanza, FDA si aspetta che collaborino con lo stesso livello di trasparenza che avrebbero durante un’ispezione FDA classica. Quindi ci si aspetta che il personale sia disponibile a orari prestabiliti per i colloqui e che la struttura sia operativa per permettere di valutare aree e operazioni di interesse. Se l’azienda non è in grado di supportare video o interazioni virtuali o se FDA ritiene che questa modalità non consente un esame adeguato del sito, l’agenzia può terminare l’ispezione da remoto ed eseguire un’ispezione on-site.

Di solito l’agenzia richiede e rivede i documenti e altre informazioni prima dell’ispezione per garantire che le interazioni in live streaming siano quanto più efficienti possibile. Tuttavia, gli ispettori possono richiedere documenti aggiuntivi e altre informazioni in qualsiasi momento della valutazione.
I documenti richiesti durante un’ispezione da remoto devono essere forniti entro un lasso di tempo ragionevole e in formato elettronico o accessibile tramite condivisione dello schermo.

A seguito di ogni ispezione da remoto sarà svolto un meeting virtuale con il management aziendale ed FDA discuterà la lista di tutte le non-conformità rilevate. Tuttavia, questo elenco non deve essere considerato definitivo da parte di FDA né verrà emessa una “483” sulla base della valutazione iniziale. Naturalmente, è prevista una risposta del produttore, sia durante la riunione virtuale che per iscritto entro 15 giorni lavorativi.

E’ prevista inoltre la possibilità per le aziende di declinare la richiesta di FDA di un’ispezione da remoto. Ma questo potrebbe ritardare la possibilità dell’agenzia di valutare lo stabilimento o il prodotto e di conseguenza prendere decisioni regolatorie.
Al contrario FDA non accetterà richieste di ispezioni da remoto da parte di aziende. La decisione di eseguire questo tipo di ispezioni resterà all’agenzia, e sarà basata sulla valutazione del rischio e sulla storia di compliance.

La linea guida sarà implementata immediatamente, senza partecipazione pubblica. I commenti potranno essere inviati in qualsiasi momento e saranno presi in esame da FDA.
Si ricorda che la linea guida resterà valida solo fino al termine della pandemia.


Fonte:

FDA: Remote Interactive Evaluations of Drug Manufacturing and Bioresearch Monitoring Facilities During the COVID-19 Public Health Emergency

La posizione di FDA sulla convalida concorrente

La FDA Guidance for Industry on process validation include un breve paragrafo riguardante la convalida concorrente. Nel testo si afferma che questo tipo di approccio alla convalida debba essere utilizzato solo in casi rari, se per esempio i prodotti sono fabbricati di rado o se è necessaria una fornitura rapida sul mercato.
La posizione dell’Annex 15 delle EU GMP è allineata a quella di FDA: la convalida concorrente è da utilizzarsi solo in circostanze eccezionali qualora il rapporto rischio- beneficio per il paziente sia così alto da rendere accettabile di non completare il programma di convalida prima dell’inizio della produzione. La decisione di utilizzare questo approccio alla convalida non solo deve essere giustificato e documentato, ma anche approvato da personale autorizzato.

Una recente Warning Letter a un produttore americano di compresse sottolinea la posizione di FDA sulla convalida concorrente.

La Warning Letter e la convalida concorrente

A seguito di un’ispezione FDA, un produttore americano di compresse, la Allay Pharmaceuticals, ha ricevuto una Warning Letter da cui si evince che il processo di miscelazione non era stato convalidato adeguatamente e mancavano dati a dimostrazione dell’omogeneità del prodotto durante la produzione.
Inoltre durante l’ispezione erano stati raccolti 3 campioni di compresse, due dei quali dai lotti di convalida. Tutti i campioni sono risultati sottodosati e uno di essi non uniforme.

Controlli appropriati e una buona conoscenza dei propri processi sono fattori essenziali per assicurare la sicurezza e l’efficacia del prodotto. Il processo di miscelazione è uno step critico nella produzione di forme solide orali: una gestione inadeguata delle miscele può portare a segregazione, aumentare i livelli di umidità, causare aggregazione di particolato ecc. Nel caso specifico, l’uniformità del contenuto del prodotto rappresentava un elemento critico, importante per prevenire il rischio che i pazienti assumessero una dose eccessiva o insufficiente di principio attivo.

In risposta alla lettera, l’azienda ha annunciato la sua intenzione di condurre una convalida concorrente per ottenere dati sufficienti a valutare il comportamento del prodotto.

La risposta è stata ritenuta inadeguata perchè non ha fornito dati sufficienti a mostrare dove si verificava la variabilità all’interno del processo e come questa variabilità fosse stata controllata prima di rieseguire la convalida. Inoltre l’azienda non ha fornito il protocollo di convalida revisionato.
L’utilizzo della convalida concorrente è risultato inappropriato perchè l’azienda non sembrava avere un grado di conoscenza sufficiente della variabilità di processo; senza considerare che si tratta di un approccio riservato a casi eccezionali.

Questi errori indicano la mancanza di un programma adeguato per il controllo di processo al fine di garantire operazioni di produzione robuste e qualità costante del farmaco.

Le richieste di FDA

L’azienda dovrà quindi fornire ad FDA:

  • Un’analisi basata sui dati e scientificamente valida che identifichi tutte le fonti di variabilità comprese, ma non limitate a, materie prime e passaggi manuali. La valutazione della capacità di ogni fase del processo di produzione e le CAPA necessarie a ridurre la variabilità di processo.
  • Un riepilogo dettagliato del programma di convalida per garantire il controllo durante il ciclo di vita del prodotto, insieme alle procedure associate. L’azienda dovrà descrivere il programma per la qualifica delle performance di processo e il monitoraggio continuo delle variazioni intra-batch e inter-batch per garantire uno stato di controllo continuo.
  • Una timeline per l’esecuzione della PQ.
  • I protocolli di convalida e le procedure per la qualifica di macchinari e strutture.

Come accade sempre più di frequente, FDA ha inoltre consigliato all’azienda di assumere un consulente specializzato per correggere le violazioni e riacquisire la compliance GMP. Consiglia inoltre di rivedere la Guidance for Industry sulla convalida di processo come punto di partenza per risolvere i problemi sopradescritti.


Fonti

FDA Guidance for Industry on process validation

Annex 15 EU GMP

Warning Letter to Allay Pharmaceuticals.