ICH Q3C (R9): Aggiornamento Linea guida Solventi Residui

La “Linea guida per i solventi residui” ICH Q3C è stata sottoposta a revisione. Pubblicata il 24 gennaio 2024, ha raggiunto la fase 4 del processo ICH, ovvero l’adozione di una linea guida armonizzata.

Quest’ultimo aggiornamento corregge i precedenti errori tipografici ed introduce una revisione minore alla Sezione 3.4, includendo in particolare la considerazione della volatilità dei solventi nei metodi analitici. La revisione sottolinea, infatti, l’importanza di tenere conto della volatilità dei solventi durante il processo di validazione dei metodi di prova, sottolineandone l’impatto sull’accuratezza e sull’affidabilità analitica.

Ma cos’è la linea guida ICH Q3C?

L’obiettivo di questa linea guida è raccomandare:

  • quantità accettabili di solventi residui nei prodotti farmaceutici per la sicurezza del paziente
  • uso di solventi meno tossici

inoltre, descrive i livelli considerati tossicologicamente accettabili per alcuni solventi residui.

La linea guida si applica a tutte le forme di dosaggio e vie di somministrazione, esclusi potenziali nuove sostanze farmaceutiche, eccipienti o prodotti farmaceutici utilizzati durante le fasi di sviluppo della ricerca clinica e prodotti farmaceutici già commercializzati.

I solventi residui

I solventi residui nei prodotti farmaceutici sono definiti come sostanze chimiche organiche volatili (OVC) utilizzate o prodotte nella produzione di principi attivi, eccipienti o nella preparazione di prodotti farmaceutici.

La scelta dell’utilizzo di solventi durante il processo produttivo può essere dettata da un miglioramento delle prestazioni, ad esempio l’utilizzo di appropriati solventi nella sintesi di una sostanza farmaceutica può aumentarne la resa o determinare caratteristiche quali forma cristallina, purezza e solubilità. Tuttavia, i solventi residui non hanno alcun beneficio terapeutico, solo alcuni vengono completamente rimossi durante la produzione ed una parte di essi è nota per causare tossicità inaccettabile, perciò il loro utilizzo deve essere giustificato in una valutazione del rapporto rischio – beneficio.

La Classificazione

In base alla loro tossicità, e quindi al possibile rischio sulla salute umana, i solventi residui possono essere distinti in tre categorie, sulla base di un approccio risk – based:

  • Solventi di Classe 1: Solventi pericolosi, da evitare;
  • Solventi di Classe 2: Solventi con tossicità meno grave, il cui uso deve essere limitato;
  • Solventi di Classe 3: Solventi con bassa tossicità, possono essere utilizzati.

Nell’Appendix 1, la linea guida riporta una lista di solventi, con indicato il nome, la struttura e la classe di appartenenza. La classificazione, come specifica la guida nella parte introduttiva, può variare in base alla disponibilità di nuovi dati sulla sicurezza.

Nella classe 1 ricadono agenti cancerogeni noti o fortemente sospettati per l’uomo e rischi ambientali (es. Benzene), nella Classe 2 agenti cancerogeni animali non genotossici o possibili agenti causali di altra tossicità irreversibile come neurotossicità o teratogenicità o solventi sospettati di altre tossicità significative ma reversibili (es. Metanolo. Acetonitrile); nella Classe 3 sono invece inclusi quei solventi che presentano un PDE > 50mg/day (es. IPA).

Cos’è il PDE?

Il PDE (Permitted Daily Exposure) è l’assunzione massima giornaliera accettabile per una persona di un solvente residuo. Questo valore viene ricavato da un tossicologo mediante una valutazione scientifica strutturata di dati e riflette il potenziale tossico del composto: maggiore è la PDE minore è il potenziale tossico.

L’Appendix 3 della linea guida, descrive, in modo molto dettagliato, quali sono i fattori che un tossicologo deve prendere in considerazione per il calcolo della PDE, da cui si evince che il valore che si ottiene non è semplicemente il risultato di un’equazione matematica, la cui formula è

ma è il prodotto finale di un’applicazione sistematica dei principi della tossicologia nella valutazione dei rischi per la salute di un determinato composto e si basa sulla scienza della valutazione del rischio tossicologico: i fattori di sicurezza (F), tengono conto dell’estrapolazione tra le specie, della variabilità degli individui, della tipologia di studi effettuati, degli effetti di tossicità.

L’analisi

L’analisi dei solventi residui nei principi attivi, eccipienti e medicinali è perciò di fondamentale importanza per evitare la presenza di eventuali impurezze tossiche dopo il processo produttivo.

Il test dei solventi residui deve essere effettuato quando è noto che nei processi di produzione o purificazione siano presenti tali solventi in quantità uguali superiori a quelli indicati dalla linea guida. Questa valutazione può essere effettuata utilizzando un metodo cumulativo che vada a calcolare i livelli di solvente residuo negli ingredienti utilizzati, per verificare se il livello calcolato sia superiore a quello raccomandato. Livelli più elevati di solventi residui possono essere accettabili in alcuni casi come applicazioni a breve termine (30 giorni o meno) o topiche. La giustificazione di questi livelli dovrebbe essere fatta caso per caso.

I produttori sono liberi di utilizzare la procedura analitica che ritengono più appropriata, purché sia convalidata in accordo alla guida ICH Q2, valutando, durante la validazione, l’impatto della volatilità del solvente sul metodo. La tecnica analitica generalmente più utilizzata è la gascromatografia.

Per i solventi di classe 3, la linea guida permette l’utilizzo di metodi non specifici, come il loss on drying, previa validazione del metodo.

I limiti

Il paragrafo 4 mostra i limiti di alcuni solventi residui, differenziandoli per classe.

Il limite dei solventi di classe 3 può essere impostato per tutti a 50 mg/day (5000 ppm) senza alcuna giustificazione. Limiti più alti possono essere impostati con un razionale, tenendo in considerazione che per molti di questi solventi non esistono studi di tossicità o cancerogenicità a lungo termine, ma i dati disponibili indicano solo che sono meno tossici negli studi acuti o a breve termine e negativi negli studi di genotossicità.

Per solventi di cui non si hanno dati di tossicità adeguati per poter calcolare il valore di PDE, è necessario che i produttori forniscano una giustificazione per i livelli sui residui applicati.

La linea guida è stata aggiornata negli anni, per l’aggiunta di nuovi valori di PDE.

ICH Q3C e USP <467>

Le linee guida ICH Q3C e USP <467> sono state armonizzate e forniscono raccomandazioni sull’uso di solventi meno tossici nella produzione di sostanze farmaceutiche e forme di dosaggio, fissando limiti farmaceutici per i solventi residui (impurezze organiche volatili) nei prodotti farmaceutici. L’unica differenza tra le due linee guida è che la ICH Q3C si applica solo ai nuovi prodotti farmaceutici, mentre la linea guida USP è richiesta anche per i prodotti farmaceutici preesistenti.

A cura della Dr.ssa Martina Ugolini, GxP Compliance Expert Adeodata S.r.l.


Fonte

ICH Q3C(R9)

Metodi analitici per Cleaning Validation

A chi si rivolge

Il corso è destinato al personale coinvolto nelle attività di definizione, valutazione ed esecuzione del programma di cleaning validation: QC/QC microbiologico, QA, Responsabili di reparto.

Programma

Negli ultimi anni l’attenzione delle Autorità sulla Cleaning Validation è stata crescente. Gli ultimi aggiornamenti delle EU GMP e la Linea Guida EMA hanno evidenziato la necessità di utilizzare un approccio risk-based che prenda in considerazione le caratteristiche del prodotto.

L’incontro sarà un’occasione formativa in cui concentrarsi e approfondire l’aspetto sui metodi analitici dei contaminanti, con particolare riferimento agli aspetti microbiologici, sui punti da campionare negli equipment e negli ambienti classificati.

Principali argomenti in agenda

  • Presentazione del docente ed introduzione al corso
  • Requisiti GMP EU/US e l’interpretazione
  • Campo di applicazione
  • Limite dei residui: prodotto, detergenti, microbici
  • Metodi di campionamento (rinse vs swab)
  • Analisi microbiologiche (CMT/LAL)
  • Scelta dei punti di campionamento (worst case)
  • Numero di repliche, monitoraggio della efficacia della pulizia, riconvalida.
  • Documentazione del lavaggio e di convalida
  • Questionario di verifica dell’apprendimento

Si ricorda che le iscrizioni chiudono 7 giorni lavorativi prima dell’evento


POLICY DI CANCELLAZIONE
Non è possibile annullare gratuitamente la propria iscrizione dopo il ricevimento della email di CONFERMA dell’evento. Trascorso tale termine, sarà addebitata l’intera quota di iscrizione.
L’eventuale disdetta di partecipazione dovrà essere comunicata in forma scritta.
In qualsiasi momento sarà possibile sostituire il nominativo dell’iscritto con altro nominativo purchè questo venga comunicato via posta elettronica almeno 1 giorno prima della data dell’evento.

MHRA sul transfer dei metodi analitici

L’Autorità regolatoria inglese, MHRA, fornisce regolarmente approfondimenti sui temi GMP di tendenza sul suo blog. Tra questi approfondimenti ne è stato pubblicato uno relativo al transfer di metodi analitici.
Ne riportiamo di seguito i punti più salienti.


Focus: transfer di un metodo analitico

Il trasferimento di un metodo analitico è il processo documentato che qualifica un laboratorio ad utilizzare un metodo analitico sviluppato e convalidato in un altro laboratorio, tale da assicurare che l’unità ricevente abbia tutte le conoscenze e abilità per effettuare in modo appropriato la procedura analitica.

I riferimenti normativi sono:

  • EU GMP capitolo 7
  • EU GMP Annex 15
  • USP 40 <1224> Transfer of analytical procedures
  • ISPE Good Practices Guide: Technology Transfer

Il transfer di un metodo analitico è necessario:

  1. Tra diversi siti produttivi e/o laboratori della stessa azienda
  2. Tra laboratori di due aziende differenti
  3. Per l’uso di laboratori conto terzi
  4. In caso di trasferimento di una metodica in una apparecchiatura differente

Requisiti

Il tipo di trasferimento più comunemente utilizzato è un test comparativo. Il transfer comparativo richiede che sia il laboratorio trasferente che quello ricevente eseguano un numero concordato di analisi sullo stesso lotto di produzione e confrontino i dati generati all’interno di entrambi i laboratori.

Dovrebbe esserci un processo formale per l’introduzione di nuovi metodi che permetta al laboratorio ricevente di dimostrare di poter eseguire il metodo analitico in modo efficace e riproducibile. Il protocollo di trasferimento deve inoltre coprire tutti gli attributi di qualità critici e i parametri del metodo considerati importanti per mantenere lo stato di convalida e garantire che la qualità del prodotto sia costantemente soddisfatta dal laboratorio ricevente.

La conformità alle normative è una responsabilità condivisa, per questo un approccio collaborativo darà ai laboratori fiducia nei dati generati dopo il completamento del transfer del metodo.
Ad esempio, l’esecuzione di gap analysis consentirebbe a entrambe le parti di identificare attività di convalida aggiuntive che potrebbero essere necessarie e i laboratori riceventi dovrebbero identificare se hanno il personale e la capacità per eseguire i test prima dell’inizio del trasferimento.

L’uso dei principi di gestione del rischio per il transfer di un metodo analitico può essere vantaggioso per identificare quali test trasferire e il numero di test da eseguire. Questo approccio è particolarmente utile quando prodotti simili sono già stati testati utilizzando tecniche simili.

Dopo aver eseguito il trasferimento, con o senza successo, deve essere generato un report.

Findings comuni sul transfer dei metodi analitici

Infine, ecco alcuni findings comuni rilevati da MHRA relativi al transfer dei metodi analitici:

  • gli strumenti non sono qualificati per i range utilizzati nel metodo
  • l’impatto delle differenze degli strumenti non è inclusa nella gap analysis (marca, performance, età…)
  • il laboratorio ricevente non segue il protocollo di trasferimento
  • il metodo fa riferimento a documenti interni del laboratorio di invio che non sono disponibili nel laboratorio ricevente
  • Il trasferimento del metodo viene eseguito solo su un lotto con un solo test per ciascuno dei diversi metodi

Fonte:

MHRA Inspeectorate Blog “transfer of analytical methods”.

micro

Convalida dei metodi di microbiologia classici

A chi si rivolge

Il corso è pensato per tutto il personale del laboratorio QC di microbiologia.
Gli argomenti risulteranno tuttavia molto interessanti anche per il personale e responsabili della Quality Assurance.

Programma

Questo incontro ha lo scopo di fornire ai partecipanti indicazioni e raccomandazioni pratiche indispensabili a comprendere quando e perché si rende necessaria la convalida dei metodi analitici microbiologici e per deciderne l’estensione.

Partendo dai principali metodi microbiologici, il docente approfondirà le attività e i requisiti di convalida dei metodi di farmacopea e dei metodi classici.
Ampio spazio sarà dedicato alla risoluzione delle problematiche presentate dai partecipanti.

Principali argomenti in agenda

  • I principali metodi microbiologici: sterilità, LAL, carica batterica
  • I requisiti di convalida
  • Le attività di convalida nel laboratorio QC di microbiologia
  • La convalida dei metodi di farmacopea e dei metodi classici

ISCRIVITI AGLI ALTRI EVENTI DEL PACCHETTO

Questo corso fa parte di un pacchetto che comprende anche il webinar:

  • 10 marzo: Convalida dei metodi di microbiologia rapidi

E’ possibile effettuare l’iscrizione anche ad uno solo degli eventi.
Iscrivendosi a più di un webinar si ha diritto al 20% di sconto su ciascuna quota.
All’interno della scheda di iscrizione di ciascun evento sarà possibile selezionare l’iscrizione multipla.
La promozione è valida solo per l’iscrizione del medesimo partecipante ad entrambi gli eventi.



POLICY DI CANCELLAZIONE
Non è possibile annullare gratuitamente la propria iscrizione dopo il ricevimento della email di CONFERMA dell’evento. Trascorso tale termine, sarà addebitata l’intera quota di iscrizione.
L’eventuale disdetta di partecipazione dovrà essere comunicata in forma scritta.
In qualsiasi momento sarà possibile sostituire il nominativo dell’iscritto con altro nominativo purchè questo venga comunicato via posta elettronica almeno 1 giorno prima della data dell’evento.

Convalida dei metodi analitici di microbiologia: metodi classici e metodi rapidi

A chi si rivolge

Il corso è pensato per tutto il personale del laboratorio QC di microbiologia.
Gli argomenti risulteranno tuttavia molto interessanti anche per il personale e responsabili della Quality Assurance e per i Manager che vogliano acquisire informazioni sui metodi rapidi di microbiologia e sulle loro potenzialità.

Programma

Quality Systems propone questo incontro per fornire ai partecipanti indicazioni e raccomandazioni pratiche indispensabili a comprendere quando e perché si rende necessaria la convalida dei metodi analitici microbiologici e per deciderne l’estensione.

Poiché le procedure analitiche microbiologiche tradizionali (metodi classici) richiedono spesso un rilevante impegno in termini di tempo, costi e risorse, la giornata è stata pensata per mettere a confronto i metodi convenzionali con i nuovi metodi di campionamento e di analisi (metodi rapidi).
I metodi rapidi sono infatti capaci di fornire in tempo reale indicazioni su eventuali difformità presenti nel prodotto e sono quindi utili per consentire una rapida attuazione di provvedimenti o azioni correttive.

Sfruttando le competenze del docente, i partecipanti  potranno trarre il massimo beneficio dai temi della giornata approfondendo le proprie conoscenze sui metodi analitici microbiologici e trovando risposta ad eventuali problematiche emerse dal lavoro quotidiano.

Si ricorda che le iscrizioni chiudono 7 giorni lavorativi prima dell’evento

Obiettivi

  • Mettere a confronto i metodi convenzionali con i metodi rapidi
  • Trovare risposta ai problemi emersi durante il lavoro in laboratorio
  • Acquisire informazioni sui metodi rapidi di microbiologia e sulle loro potenzialità.  

Principali argomenti in agenda

  • I principali metodi microbiologici: sterilità, LAL, carica batterica
  • I requisiti di convalida
  • Le attività di convalida nel laboratorio QC di microbiologia
  • La convalida dei metodi di farmacopea e dei metodi classici
  • I metodi microbiologici rapidi:
    – aspetti normativi e regolatori
    – approccio alla convalida
  • La documentazione GMP di convalida
  • Domande e discussione delle problematiche sollevate dai partecipanti

POLICY DI CANCELLAZIONE
Non è possibile annullare gratuitamente la propria iscrizione dopo il ricevimento della email di CONFERMA dell’evento. Trascorso tale termine, sarà addebitata l’intera quota di iscrizione.
L’eventuale disdetta di partecipazione dovrà essere comunicata in forma scritta.
In qualsiasi momento sarà possibile sostituire il nominativo dell’iscritto con altro nominativo purchè questo venga comunicato via posta elettronica almeno 1 giorno prima della data dell’evento.

ICH Q14 e review di ICH Q2(R1): un suggerimento in attesa della pubblicazione

A cura del Dr. Daniele Carraro, GMP Quality Specialist per Quality Systems.

Attualmente, i laboratori che devono affrontare la convalida di un metodo analitico fanno essenzialmente riferimento alla Guideline: “Validation of Analytical Procedures: text and methodology” Q2(R1) pubblicata a novembre 2005.

Il documento purtroppo non è più di grande aiuto per chi deve affrontare questo compito. Infatti non solo è molto scarno ma non propone neppure criteri di accettazione o strumenti statistici. In definitiva non è più adeguato a soddisfare le attese delle Autorità Regolatorie che, in sede di ispezione o di revisione documentale, si attendono un approccio più moderno e scientificamente avanzato al tema.
L’ICH Q2(R1) è anche di difficile applicazione per la convalida di tecniche analitiche che siano diverse da quelle cromatografiche (e questo pone paradossalmente problemi sia per le tecniche analitiche più semplici, sia per quelle più complesse).

L’International Council of Harmonization (ICH) conscio di questa situazione, ha “promesso” a Novembre 2018, l’emissione futura di due nuovi documenti:

  • la revisione della guideline ICH Q2(R1)
  • il nuovo documento: ICH Q 14 “Analytical Procedure Development

In effetti, se chi si deve avventurare in una convalida di un metodo analitico potrebbe non trovare le risposte che cerca nelle guideline più autorevoli, chi deve sviluppare un metodo analitico è ancor più privo di punti di riferimento ufficiali.

Ecco quindi l’importanza dei due documenti, che nell’intenzione di ICH dovrebbero essere emessi e diventare applicabili dalla primavera 2021.

Per chi vuole avere informazioni dettagliate sui tempi e sui contenuti di questi documenti suggeriamo di consultare questo link.

Il suggerimento dell’esperto

Come affrontare la convalida di un metodo analitico oggi?

Si può guardare al Brasile…
Infatti, il documento emesso dall’Autorità Regolatoria brasiliana ANVISA, “Resolution of the Collegiate Board RDC N° 166” (avente forza di legge dal 24 luglio 2017) può essere considerato al momento attuale l’approccio più avanzato, da un punto di vista scientifico e statistico, per affrontare in maniera potente la convalida di un metodo analitico.

Sebbene l’applicazione di questa legge sia mandatoria solamente se i prodotti oggetto di analisi vengono effettivamente commercializzati in Brasile, si suggerisce comunque di leggerla, comprenderla ed utilizzarla come reference document anche per convalide di applicazione generale.


Fonte

ANVISA Resolution of the Collegiate Board RDC N° 166

Final Concept Paper, ICH Q14: Analytical Procedure Development and Revision of Q2(R1) Analytical Validation dated 14 November 2018

Implementazione dell’ICH Q12

La linea guida ICH Q12 “Technical and regulatory considerations for pharmaceutical product lifecycle management”  è da poco entrata nella sua fase di implementazione.

Secondo la nota esplicativa, l’ICH Q12 fornisce strumenti allo scopo di armonizzare a livello globale la gestione delle modifiche post-approvazione relative alla qualità.

the ICH Q12 guideline provides regulatory tools and enablers with associated guiding principles, which are intended to harmonize globally the management of quality related post-approval changes. Some of its principles have been inspired by the current EU legal framework on variations“.

Benefici dell’ICH Q12

Secondo ICH, i benefici della linea guida sono:

  • riduzione di costi e tempi per l’industria e il regolatorio
  • supporto al miglioramento continuo con conseguente riduzione della variabilità del prodotto e aumento dell’efficienza produttiva
  • mitigazione del drug shortage legato a problemi produttivi e qualitativi
  • introduzione facilitata delle innovazioni e delle tecniche analitiche nella produzione.

Campo di applicazione

Il documento si applica a:

  • API e prodotti che richiedono l’autorizzazione alla commercializzazione
  • prodotti combinati farmaco-dispositivo
  • metodi analitici

Il documento non si applica ai cambi necessari alla compliance con le monografie di Farmacopea.

Principi dell’ICH Q12

I principi della linea guida sono:

  • gestione prevedibile ed efficiente delle modifiche post-approvazione
  • strumenti regolatori e tools facilitanti
  • dimostrazione di come una maggiore conoscenza dei prodotti e dei processi può contribuire a una migliore comprensione di quali modifiche post-approvazione richiedano la submission normativa
  • importanza di un efficace sistema di qualità farmaceutica nella gestione dei change e nel rapporto tra valutazione regolatoria e ispezione
  • approcci strutturati per modifiche post-approvazione frequenti e approcci ai dati di stabilità a supporto della valutazione delle modifiche.

Annex

Il documento include due Annex:

1.Esempi illustrati per

  • Identificazione delle ECs per i processi produttivi e le procedure analitiche
  • Protocolli di gestione dei change post-approvazione (PACMP)
  • Documento di gestione del lifecycle di prodotto (PLCM)

2. Approcci strutturati ai cambi delle procedure analitiche

Implementazione

I titolari AIC che desiderano utilizzare gli strumenti descritti nella linea guida devono consultare le informazioni disponibili al pubblico fornite dalle Autorità di regolamentazione nella loro regione.
A tal proposito l’EMA afferma che ci sono alcune differenze tra l’ICH Q12 e il quadro giuridico Europeo che incidono sull’implementazione operativa e normativa.

Le EC (e le relative categorie di segnalazione) e il Documento PLCM non sono attualmente considerati compatibili con l’attuale quadro giuridico dell’UE.

Inoltre le sezioni “PQS & Change Management” e “Relationship between regulatory assessment and inspection” richiedono chiarimenti aggiuntivi sulla dimostrazione e valutazione dell’efficacia del PQS e sulla comunicazione tra regolatori durante l’implementazione.

ICH afferma: “It is important to note that the legal framework always takes precedence over technical and scientific guidelines“.
Tuttavia, gli strumenti e i concetti di ICH Q12 attualmente non previsti nel quadro giuridico dell’UE saranno presi in considerazione al momento della revisione di tale quadro.
La Commissione Europea, insieme ad EMA e alle Autorità Competenti, continuerà a lavorare sull’implementazione dell’ICH Q12 all’interno dell’attuale quadro normativo.


Fonte

EMA: Note on EU Implementation of ICH Q12

Quality by Design nello sviluppo di un metodo analitico chimico – CONFERMATO

A chi si rivolge

Il corso si rivolge a tutti i tecnici/analisti e figure professionali che operano all’interno dei Laboratori di Sviluppo e Convalida, ma risulterà di sicuro interesse anche per figure professionali provenienti dal Laboratorio Chimico del Controllo Qualità, spesso chiamate ad affrontare lo sviluppo di nuovi metodi.

Programma

Il seminario tecnico ha l’obiettivo di fornire indicazioni e raccomandazioni pratiche/applicative indispensabili per impostare correttamente lo sviluppo di metodi analitici e avere un valido riferimento per prendere decisioni consapevoli in ogni fase del lifecycle dei metodi stessi (dallo sviluppo del metodo, alla estensione della sua convalida, al trasferimento tecnologico).

Saranno discussi tutti i punti fondamentali del processo di sviluppo mediante l’approccio sistematico del AQbD (Analytical Quality by Design), cosi come derivato dalla linea guida ICHQ8, utilizzando gli strumenti di quality risk management più idonei allo scopo, indicati nella linea guida ICHQ9.

Saranno forniti spunti per l’impostazione di piani sperimentali utili in qualsiasi fase dell’attività di sviluppo analitico, discutendo l’impiego degli strumenti di calcolo e di elaborazione statistica più diffusi insieme agli approcci più comunemente proposti per verificare la qualità dei risultati ottenuti.

Particolare attenzione sarà dedicata all’esame dei punti più critici sui quali intervenire per ottimizzare risorse, costi, tempi e produrre al tempo stesso metodi robusti e GMP-compliant.

Attraverso la discussione di casi di studio ed esempi pratici (eventualmente proposti anche dai partecipanti ai lavori), il seminario verrà mantenuto sul piano della concretezza in modo tale da fornire soluzioni di immediato impatto sulle attività di interesse dei partecipanti.

A tale fine si consiglia ai partecipanti di portare con sé un computer o un tablet utilizzabili per svolgere calcoli di persona.

Obiettivi

  • Affrontare in modo sistematico lo sviluppo dei metodi analitici.
  • Impostare in modo pragmatico la verifica della robustezza di metodi analitici nella fase del loro sviluppo e nell’uso di routine nei Controlli Qualità.
  • Individuare i punti fondamentali per realizzare lo studio della robustezza in conformità alle linee guida nelle loro revisioni più attuali.

Principali argomenti in agenda

  • Normative di riferimento
  • Disegni sperimentali nello sviluppo e nello studio di robustezza
  • Statistica per la comprensione dei disegni sperimentali più comunemente impiegati
  • Requisiti particolari per lo studio di Robustezza secondo ANVISA
  • Documentazione di uno studio di robustezza
  • Casi di studio ed esempi pratici
  • Domande e discussione

La convalida dei metodi analitici – CONFERMATO

A chi si rivolge

Il corso è dedicato al personale e ai responsabili di laboratorio QC, al QA e a quanti desiderano approfondire la convalida dei metodi analitici chimici.

Programma

Il corso si pone l’obiettivo di fornire indicazioni e raccomandazioni pratiche/applicative indispensabili per comprendere quando e perché convalidare i metodi analitici (nuovi o di farmacopea) e per decidere consapevolmente l’estensione della convalida.

Saranno discussi tutti i punti fondamentali del processo di convalida e verranno sottolineati i punti più critici sui quali intervenire per ottimizzare risorse, costi e tempi senza rinunciare ad un risultato robusto e in compliance con le GMP.

Attraverso numerosi esempi e discussioni, il corso sarà reso il più concreto possibile e saranno fornite utili raccomandazioni per realizzare al meglio la convalida di un metodo analitico.

Obiettivi

  • Comprendere il quadro normativo e lo stato dell’arte per la convalida dei metodi analitici e capire quando convalidare.
  • Affrontare al meglio la convalida del metodo per assicurare dati accurati e precisi.
  • Impostare in modo efficace la convalida dei metodi analitici nuovi o di farmacopea.

Principali argomenti in agenda

  • Concetti generali
  • Riferimenti normativi
  • Quando convalidare un metodo
  • Parametri di convalida:
    • Specificità
    • Linearità
    • Range
    • Limite di rilevabilità (LOD) e di quantificazione (LOQ)
    • Accuratezza
    • Precisione, Ripetibilità, Riproducibilità
    • Robustezza
  • Documentazione di convalida
  • I metodi di farmacopea
  • Domande e discussione delle problematiche sollevate dai partecipanti